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Onere Di Diligenza

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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Restituzione in termini: onere dell’imputato informato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione in termini per impugnare una sentenza di condanna. L'imputato, pur essendo a conoscenza del processo e della rinuncia del proprio avvocato di fiducia, non si era attivato per avere notizie sull'esito. La Corte ha stabilito che la sua negligenza e il conseguente mancato rispetto dei termini per l'appello non giustificano la concessione del beneficio, poiché su di lui gravava un onere di diligenza.
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Processo in assenza: la nomina del difensore basta?
La Corte di Cassazione chiarisce che in un processo in assenza, la nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio presso il suo studio creano una presunzione di conoscenza del procedimento. Per ottenere la rescissione del giudicato, l'imputato deve provare una incolpevole e specifica impossibilità di essere venuto a conoscenza del processo, non essendo sufficiente la mera affermazione di assenza di contatti con il legale.
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Obbligo di verifica: la diligenza del datore di lavoro
Una società ha conferito un incarico retribuito a un consulente che era anche un dipendente pubblico, senza la necessaria autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che sull'azienda grava un obbligo di verifica attiva che non può essere soddisfatto dalla semplice autodichiarazione del collaboratore. Questa decisione sottolinea come la diligenza del datore di lavoro richieda controlli effettivi per evitare di violare le norme sull'incompatibilità dei dipendenti pubblici.
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Difensore di fiducia: dovere di contatto dell’imputato
Un imputato, condannato in sua assenza per truffa, ha richiesto la rescissione del giudicato sostenendo di non aver mai saputo del processo a causa di una notifica errata al suo difensore di fiducia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che chi nomina un avvocato di fiducia ha un preciso onere di diligenza: deve mantenere contatti periodici con il proprio legale per informarsi sullo stato del procedimento. La mancata attivazione dell'imputato in tal senso configura una colpa che impedisce di considerare "incolpevole" la sua ignoranza del processo, precludendo così la possibilità di riaprire il caso.
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Diritto di difesa intercettazioni: onere della difesa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato che lamentava la lesione del proprio diritto di difesa per non aver ricevuto in tempo i file audio delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che, a fronte di un'autorizzazione tempestiva del Pubblico Ministero, spetta al difensore un onere di diligenza nell'informarsi e attivarsi per ottenere le copie, senza poter attendere passivamente una comunicazione. La sentenza chiarisce quindi l'equilibrio tra il diritto di difesa intercettazioni e i doveri di attivazione della parte.
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Rescissione del giudicato: onere della prova e diligenza
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la rescissione del giudicato, poiché l'imputato non ha provato la data esatta di conoscenza della sentenza, violando l'onere di diligenza nel mantenere i contatti con il proprio difensore di fiducia.
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Processo in assenza: dovere di diligenza dell’imputato
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato in absentia, stabilendo che il suo mancato aggiornamento del domicilio e la perdita di contatti con il legale configurano un colpevole disinteresse che non giustifica la revoca della sentenza. Il processo in assenza è stato ritenuto legittimo.
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Regime del margine: la Cassazione e la prova del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33020/2024, ha stabilito che per l'applicazione del regime del margine su veicoli usati acquistati da altri paesi UE, non è sufficiente un affidamento acritico alle dichiarazioni del fornitore. Se le fatture presentano elementi contraddittori, come diciture che suggeriscono una cessione intracomunitaria, il contribuente ha l'onere di svolgere ulteriori verifiche per dimostrare la propria buona fede e il diritto a beneficiare del regime speciale. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dato ragione a una società di rivendita auto, sottolineando che l'onere della prova in un regime derogatorio spetta interamente al contribuente.
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Rescissione del giudicato: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la rescissione del giudicato per una condanna per furto. L'imputato, dopo essere stato perquisito e aver nominato un avvocato, si era allontanato volontariamente dal territorio nazionale. Secondo la Corte, tali azioni dimostrano una piena consapevolezza dell'esistenza del procedimento a suo carico, facendo sorgere un onere di diligenza a informarsi sugli sviluppi processuali. La mancata conoscenza del processo è stata quindi ritenuta colpevole, impedendo la riapertura del caso.
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