Il Legale Rappresentante di una società di manutenzione aerea italiana, ritenuta dall'accusa una stabile organizzazione occulta di una nota compagnia aerea straniera, ha impugnato il sequestro probatorio di documenti aziendali e dispositivi informatici. Il sequestro era stato disposto ipotizzando il reato di omessa dichiarazione fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che la società italiana aveva regolarmente presentato le proprie dichiarazioni dei redditi negli anni contestati. I giudici hanno chiarito che il reato di omessa dichiarazione si configura solo in caso di totale inadempimento dell'obbligo dichiarativo, e non per dichiarazioni incomplete o lacunose. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro, ordinando l'immediata restituzione di tutti i beni cartacei e digitali precedentemente appresi.
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