Una società importatrice di tubi in acciaio, certificati come originari dell'India, è stata sanzionata dall'Agenzia Doganale che, basandosi su un'indagine OLAF, ha ritenuto che la reale origine della merce fosse cinese, applicando di conseguenza dazi antidumping. Le corti di merito hanno confermato i dazi ma annullato le sanzioni, riconoscendo la potenziale buona fede dell'importatore, tratta da una precedente indagine della Commissione Europea. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità delle questioni giuridiche relative al valore probatorio delle indagini OLAF, all'onere della prova e al concetto di buona fede, ha rimesso la causa in pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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