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Occultamento Doloso

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110 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione contributi gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei contributi gestione separata. Una professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per diverse annualità. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto. La Cassazione ha parzialmente riformato la decisione, stabilendo che le proroghe legali per il versamento dei contributi spostano in avanti anche il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Di conseguenza, i contributi per il 2009 e 2010 non erano prescritti, a differenza di quelli per il 2011.
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Sospensione prescrizione: no con omessa dichiarazione
Un ente previdenziale ha agito contro uno studio medico per il recupero di contributi non versati, sostenendo che l'omessa dichiarazione dei redditi da parte dello studio avesse causato la sospensione della prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, chiarendo che la semplice omissione dichiarativa non integra un "occultamento doloso" idoneo a sospendere il decorso del tempo. Per la sospensione prescrizione è necessaria una condotta attiva del debitore volta a nascondere il debito, non una mera difficoltà di accertamento per il creditore.
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Occultamento doloso contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10894/2025, chiarisce che la mancata compilazione del quadro RR non configura automaticamente un occultamento doloso dei contributi idoneo a sospendere la prescrizione. È necessario che l'ente previdenziale provi un comportamento intenzionale del contribuente volto a nascondere il debito. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva presunto il dolo dalla semplice omissione, rinviando per una nuova valutazione del caso.
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Prescrizione contributi: omissione quadro RR non basta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'estinzione di un debito per prescrizione contributi. Il caso verteva su contributi omessi per la Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce, di per sé, un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione. È necessario dimostrare un comportamento intenzionale del debitore volto a impedire al creditore di agire.
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Contributi Gestione separata: il dolo non è automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo, ai fini della sospensione della prescrizione. La sentenza chiarisce che per i contributi Gestione separata è necessario un accertamento specifico del dolo da parte del giudice. Tuttavia, viene confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per i professionisti che, pur coperti da altra previdenza obbligatoria, esercitano attività autonoma.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che la prescrizione contributi era stata interrotta per un'annualità ma non per l'altra. Inoltre, ha annullato tutte le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Omessa compilazione quadro RR: no dolo automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta automaticamente la sospensione della prescrizione per i contributi previdenziali. Secondo i giudici, non è sufficiente la mera omissione per configurare un occultamento doloso del debito, essendo invece necessaria la prova di un comportamento intenzionale volto a nascondere l'obbligazione all'ente creditore. La sentenza rigetta il ricorso dell'INPS, confermando un orientamento consolidato.
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Prescrizione contributi: occultamento non automatico
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il diritto dell'ente a riscuoterli fosse scaduto per prescrizione. L'ente previdenziale replicava che la prescrizione era stata sospesa a causa dell'occultamento doloso del debito da parte del professionista, il quale non aveva compilato la sezione specifica (Quadro RR) della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo un principio fondamentale in materia di prescrizione contributi previdenziali: la semplice omissione di un dato nella dichiarazione non equivale automaticamente a un 'occultamento doloso'. È necessario che l'ente creditore fornisca la prova di un comportamento intenzionale volto a nascondere il debito, cosa che i giudici di merito non avevano accertato. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Occultamento doloso: quando sospende la prescrizione?
Una società immobiliare ha visto respinto il suo ricorso contro un ente previdenziale per contributi non versati. La Cassazione ha confermato che l'occultamento doloso dei rapporti di lavoro sospende la prescrizione del debito, rendendo inammissibile un ricorso che contestava l'accertamento dei fatti già valutati dai giudici di merito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata, il termine quinquennale decorre non dalla scadenza originaria, ma dalla data prorogata da un DPCM. Un professionista aveva ottenuto in appello l'annullamento di una richiesta di pagamento, ritenuta prescritta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il differimento del termine di versamento sposta anche il 'dies a quo' della prescrizione. La richiesta dell'ente, avvenuta prima della nuova scadenza quinquennale, era quindi valida.
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