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Obbligazione Propter Rem

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51 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accesso al fondo altrui: limiti e condizioni in edilizia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21345/2024, ha chiarito i limiti del diritto di accesso al fondo altrui. Nel caso esaminato, i proprietari di un appartamento al piano terra chiedevano di passare attraverso il sottotetto privato del vicino per accedere al tetto comune. La Corte ha stabilito che tale diritto non include la facoltà di imporre modifiche permanenti alla proprietà altrui, come l'allargamento di una botola. La richiesta di accesso è stata respinta anche perché l'esistente passaggio era troppo piccolo e insicuro, e perché esisteva una soluzione alternativa, sebbene più costosa.
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Rimborso oneri esproprio: chi paga i costi extra?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci assegnatari di alloggi in cooperativa edilizia devono rimborsare al Comune i maggiori costi derivanti da un contenzioso sull'indennità di esproprio dei terreni. La decisione si fonda sul principio del pareggio economico e sugli obblighi contrattuali assunti dagli assegnatari. Il rimborso degli oneri di esproprio diventa quindi un onere trasferibile se previsto negli atti negoziali.
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Obbligazione propter rem: no del Comune a soci
Un Comune ha citato in giudizio gli assegnatari di alloggi di una cooperativa edilizia per ottenere il pagamento di un conguaglio sul costo dei suoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, chiarendo che tale debito non costituisce un'obbligazione propter rem. In assenza di un'esplicita clausola nella convenzione originaria o di un accollo del debito da parte degli acquirenti, l'unico soggetto tenuto al pagamento resta la cooperativa che ha stipulato l'accordo con l'ente locale.
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Obbligazione propter rem: l’acquirente paga i costi?
Un cittadino ha acquistato una casa da una cooperativa in un'area PEEP. Il Comune ha successivamente richiesto un pagamento a saldo per i costi del suolo, sostenendo che si trattasse di una 'obbligazione propter rem'. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta del Comune, stabilendo che tale obbligo si trasferisce ai successivi acquirenti solo se la convenzione originaria tra Comune e costruttore lo prevede esplicitamente. In assenza di tale clausola, l'acquirente non è responsabile del pagamento.
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Obbligazione propter rem: chi paga gli oneri?
Un comune ha tentato di recuperare oneri di urbanizzazione dai nuovi proprietari di un immobile costruito in un piano di edilizia convenzionata. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8635/2024, ha stabilito che l'obbligazione propter rem per tali costi non si trasferisce automaticamente. È necessario che la convenzione originaria, trascritta nei registri immobiliari, preveda esplicitamente che l'obbligo gravi anche sui successivi acquirenti. In assenza di tale clausola o di un accollo del debito nell'atto di acquisto, i nuovi proprietari non sono tenuti al pagamento.
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Ripartizione spese lastrico solare: il danneggiato paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario di un'unità immobiliare, danneggiata da infiltrazioni provenienti da un lastrico solare di uso esclusivo, deve comunque contribuire alle spese di riparazione. La sentenza chiarisce che l'obbligo di partecipazione alla spesa deriva non dalla colpa, ma dalla qualità di condomino che beneficia della copertura offerta dal lastrico. La ripartizione spese lastrico solare segue il criterio dell'art. 1126 c.c. (un terzo a carico dell'usuario esclusivo e due terzi a carico dei proprietari delle unità sottostanti, incluso il danneggiato per la sua quota).
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Responsabilità extracontrattuale condominio: chi paga?
Una società si oppone a un pignoramento subito per un debito derivante da danni da infiltrazioni in un condominio. La società sosteneva che il creditore dovesse prima agire contro altri debitori (beneficium excussionis) e avesse rinunciato alla solidarietà. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, chiarendo che la responsabilità extracontrattuale del condominio per danni da cose in custodia (art. 2051 c.c.) genera un'obbligazione solidale tra tutti i condomini (art. 2055 c.c.). Pertanto, il creditore può richiedere l'intero importo a un singolo condomino, senza l'obbligo di escutere preventivamente gli altri.
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Eccezione di usucapione: la mancata contestazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che rigettava la domanda di un proprietario volta alla rimozione di opere del vicino. La Corte ha stabilito che la mancata e tempestiva contestazione dell'eccezione di usucapione sollevata dal vicino equivale ad ammissione dei fatti posti a suo fondamento, rendendo provato il possesso ultraventennale e legittimando il mantenimento delle opere nella loro attuale posizione.
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Obbligazione risarcitoria: chi paga i danni in condominio?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di obbligazione risarcitoria condominiale. Un nuovo proprietario non è responsabile per i danni causati dalle parti comuni verificatisi prima del suo acquisto. La responsabilità è di natura extracontrattuale e personale, quindi rimane in capo a chi era proprietario al momento del fatto dannoso. Di conseguenza, la delibera condominiale che addebita tali costi al nuovo acquirente è illegittima. Il caso riguardava una società immobiliare a cui era stato chiesto di contribuire al risarcimento per allagamenti avvenuti nel 1993, ben prima che acquistasse l'immobile nel 2004.
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Successione nel contratto: quando si trasferiscono gli oneri
Una società di gestione stradale ha citato in giudizio un'azienda agricola per canoni di concessione non pagati. L'azienda, avendo acquistato l'attività da un precedente proprietario, ha negato la propria responsabilità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che in un caso di successione nel contratto di concessione, l'obbligo di pagamento è personale e non si trasferisce automaticamente senza un formale atto di subentro, rigettando così il ricorso della società stradale.
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Distacco riscaldamento centralizzato: onere della prova
Un ex condomino ha citato in giudizio il condominio per ottenere il rimborso delle spese di riscaldamento versate dopo essersi distaccato dall'impianto centralizzato. Il Tribunale ha respinto la domanda, stabilendo che il condomino non aveva fornito la prova tecnica necessaria a dimostrare che il distacco non avrebbe causato squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri. Una semplice dichiarazione dell'installatore è stata ritenuta giuridicamente irrilevante.
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