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Nuova Costruzione

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54 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Permesso di costruire: piscina fuori terra abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reato edilizio nei confronti di un privato che aveva installato una piscina fuori terra e altri manufatti senza il necessario permesso di costruire. La difesa sosteneva che la piscina fosse un'opera precaria e amovibile, destinata a uso stagionale. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che la struttura era presente sul terreno anche durante i mesi invernali, dimostrando una destinazione a soddisfare esigenze permanenti. La sentenza chiarisce che la precarietà non dipende dai materiali o dalla facilità di rimozione, ma dalla funzione dell'opera e dalla sua durata nel tempo.
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Abuso edilizio: trasformare ballatoi è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso edilizio nei confronti di un privato che aveva trasformato due ballatoi in una nuova unità abitativa (cucina e bagno) senza il necessario permesso a costruire. Nonostante l'assoluzione per il reato di occupazione abusiva, i giudici hanno ribadito che l'aumento di volumetria e l'installazione di impianti tecnologici configurano un intervento di nuova costruzione. La richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto è stata rigettata a causa della rilevanza dell'abuso e della mancata prova della demolizione delle opere.
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Lottizzazione abusiva: la differenza con la ristrutturazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro di un'area destinata a un nuovo complesso residenziale. La Corte ha confermato che la costruzione di 10 villette in zona agricola, al posto di vecchi edifici rurali, non è una ristrutturazione edilizia ma una lottizzazione abusiva, data la creazione di un insediamento ex novo con notevole impatto urbanistico.
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Distanze legali e nuova costruzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30966/2023, ha chiarito quando una ristrutturazione edilizia deve essere considerata una "nuova costruzione", soggetta al rispetto delle distanze legali. Il caso riguardava la trasformazione di un portico, la cui ristrutturazione con materiali e struttura diversi dall'originale è stata ritenuta una nuova opera. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società costruttrice, confermando che modifiche sostanziali a un manufatto preesistente impongono l'applicazione delle normative sulle distanze tra edifici, e ha dichiarato inammissibile l'eccezione sulla prevenzione temporale perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità.
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Distanze tra costruzioni e ius superveniens
Un proprietario ha realizzato un ampliamento e una sopraelevazione, violando secondo il vicino la normativa sulle distanze tra costruzioni. I tribunali di merito avevano ordinato l'arretramento dell'opera. La Corte di Cassazione ha però cassato la sentenza d'appello, stabilendo che deve essere applicata una nuova legge regionale più favorevole (ius superveniens), entrata in vigore durante il processo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce della normativa sopravvenuta, che potrebbe sanare la costruzione.
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Ristrutturazione edilizia: quando è nuova costruzione
La Cassazione chiarisce i confini della ristrutturazione edilizia. La demolizione di un immobile commerciale per costruire dieci villini non è ristrutturazione ma nuova costruzione abusiva se manca il permesso di costruire, giustificando il sequestro preventivo dell'immobile.
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Sopraelevazione nuova costruzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione, anche se comporta un aumento di volume modesto, deve essere qualificata come 'sopraelevazione nuova costruzione'. Di conseguenza, è soggetta alle normative vigenti in materia di distanze legali tra edifici. Nel caso di specie, i proprietari di un immobile avevano effettuato un innalzamento di 61 cm. La Corte ha confermato la decisione d'appello che ordinava la demolizione, ritenendo irrilevante il principio di prevenzione, poiché la sopraelevazione costituisce un'opera autonoma rispetto alla costruzione originaria.
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Ristrutturazione tetto: quando non è nuova costruzione
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra ristrutturazione e nuova costruzione. La trasformazione di un tetto in terrazzo, senza aumento di volume o alterazione della sagoma d'ingombro, è una legittima ristrutturazione e non una nuova costruzione soggetta a diverse normative sulle distanze.
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Permesso di costruire: rudere è nuova costruzione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la ristrutturazione di un rudere si qualifica come "nuova costruzione", necessitando quindi di un permesso di costruire e non di una semplice S.C.I.A. Inoltre, ha chiarito che il reato edilizio è permanente e cessa solo con l'ultimazione dei lavori o con il sequestro, rigettando l'eccezione di prescrizione. È stato inoltre affermato che spetta all'imputato l'onere di provare lo stato preesistente dell'immobile.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22493/2024, ha stabilito che la ricostruzione di un rudere con aumento di volume e altezza si qualifica come nuova costruzione e non come ristrutturazione, imponendo il pieno rispetto delle distanze legali. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente escluso la violazione, chiarendo anche che un garage non è considerato interrato se supera il piano di campagna originario, dovendo quindi rispettare le distanze dai confini. La sentenza sottolinea l'importanza di non alterare sagoma e volumetria per evitare ordini di demolizione.
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Nuova costruzione: quando si violano le distanze legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29314/2024, ha stabilito che un intervento edilizio che comporta un significativo aumento di volumetria, superficie e un cambio di localizzazione deve essere classificato come una "nuova costruzione" e non come una semplice ristrutturazione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze legali vigenti al momento della sua realizzazione. La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di risarcimento del danno del vicino, ribadendo che, sebbene il danno sia presunto, spetta al danneggiato l'onere di allegare e provare il concreto pregiudizio economico subito, non essendo sufficiente la sola violazione delle norme.
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Nuova costruzione distanze: quando si applicano
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33091/2025, ha stabilito che qualsiasi intervento di ristrutturazione che comporti un aumento di volume o della sagoma di un edificio preesistente deve essere qualificato come 'nuova costruzione'. Di conseguenza, tale intervento deve rispettare le distanze legali dai confini e dagli altri edifici, come previsto dal Codice Civile. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto applicabile una deroga locale senza che la parte interessata avesse fornito la prova dei requisiti necessari, come le 'esigenze abitative di prima casa'.
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Ordine di demolizione: quando riguarda l’intero immobile
Un imprenditore ha impugnato un ordine di demolizione per un intero edificio, illegalmente trasformato da albergo in un complesso di appartamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una trasformazione così radicale, con aumento di volume e cambio di sagoma, qualifica l'opera come "nuova costruzione" e giustifica la demolizione completa. La Corte ha inoltre chiarito che l'acquisizione automatica dell'immobile da parte del Comune non consegue a un ordine di demolizione giudiziale, ma solo a quello amministrativo.
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Distanze legali ricostruzione: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24764/2024, ha stabilito che la demolizione e ricostruzione di un edificio con una diversa area di sedime, anche se arretrata dal confine, integra una "nuova costruzione" e non una "ristrutturazione". Di conseguenza, l'opera deve rispettare le distanze legali vigenti al momento della sua realizzazione. Il caso riguardava un fabbricato ricostruito dopo un sisma non più sul confine come il precedente, ma a una distanza minima. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, confermando che la modifica del sedime fa perdere il diritto a mantenere le distanze preesistenti, rendendo obbligatorio l'adeguamento alle normative sulle distanze legali per la ricostruzione.
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Nuova costruzione: quando la ristrutturazione è reato
La Cassazione Penale dichiara inammissibile il ricorso di un proprietario e di un costruttore condannati per abusi edilizi. La demolizione e ricostruzione di un rustico in un'area con vincolo paesaggistico, con spostamento dell'area di sedime e aumento di volume, è stata qualificata come nuova costruzione e non come ristrutturazione, rendendo necessario un permesso di costruire mai ottenuto. La Corte ha confermato la condanna, respingendo le tesi difensive sulla natura accidentale del crollo e sulla tenuità del fatto.
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Distanze tra costruzioni: ricostruzione e regole
Una società edilizia cita in giudizio un'altra impresa per la costruzione di un edificio a distanza non regolamentare dal confine. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11193/2024, ha chiarito due principi fondamentali sulle distanze tra costruzioni. Primo, le norme locali che impongono una distanza minima dal confine si applicano sempre, anche se gli edifici non si fronteggiano. Secondo, un intervento di demolizione e ricostruzione non è automaticamente una 'nuova costruzione' solo perché presenta un aumento di volumetria. Il giudice deve verificare la normativa locale e nazionale, anche sopravvenuta, che potrebbe consentire il mantenimento delle distanze preesistenti. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione e la CTU
In un caso di violazione delle distanze tra costruzioni, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito che condannava un proprietario alla riduzione in pristino del proprio terrazzo. La Corte ha stabilito che i giudici d'appello hanno errato nel qualificare l'opera come 'nuova costruzione' senza un'adeguata motivazione e discostandosi immotivatamente dalle conclusioni della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), che aveva escluso un aumento di volume. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Padel: permesso di costruire obbligatorio, no SCIA
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di due campi da padel realizzati in zona vincolata. La sentenza stabilisce che per la loro costruzione è necessario il permesso di costruire, in quanto si tratta di una 'nuova costruzione' che modifica permanentemente il territorio, e non di una semplice ristrutturazione soggetta a SCIA, anche se in sostituzione di preesistenti campi da tennis.
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Sequestro preventivo: quando la ristrutturazione è nuova costruzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che una ristrutturazione con aumento di volumetria e modifiche sostanziali alla sagoma, come l'aggiunta di un piano e di un ascensore non previsti, si qualifica come nuova costruzione, necessitando di un permesso di costruire e non di una semplice S.C.I.A. Il ricorso per cassazione contro il sequestro preventivo è limitato alla sola violazione di legge, non potendo riesaminare nel merito i fatti.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
Una società costruttrice è stata citata in giudizio dalla proprietaria di un immobile confinante per la presunta violazione delle distanze legali a seguito di un intervento di demolizione e ricostruzione. La Corte d'Appello aveva qualificato l'opera come una nuova costruzione, ordinandone la parziale demolizione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, rilevando che i giudici di merito non avevano considerato la normativa sopravvenuta, più favorevole al costruttore, che ha ampliato la definizione di "ristrutturazione edilizia" includendo modifiche di sagoma e volume. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce delle leggi più recenti.
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