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Nullità Dell'Atto

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Intimazione di pagamento valida anche senza firma del responsabile
La Società Contribuente ha impugnato una intimazione di pagamento per oltre tre milioni di euro, lamentando la mancata indicazione del responsabile del procedimento e la mancata allegazione delle cartelle originarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che l'intimazione di pagamento non deve contenere l'allegazione delle cartelle già notificate in precedenza. Inoltre, l'omessa indicazione del responsabile del procedimento non comporta la nullità dell'atto, poiché tale sanzione è prevista solo per le cartelle di pagamento e non per i successivi solleciti. La società è stata condannata a pagare le spese processuali.
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Responsabilità del liquidatore: fisco batte estinzione societaria
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del liquidatore per i debiti tributari non pagati da una società a responsabilità limitata ormai estinta. Il liquidatore aveva rimborsato i soci e pagato altri creditori, lasciando insoluti i debiti con il fisco per Ires, Irap e Iva. L'ex liquidatore sosteneva che l'atto impositivo fosse inesistente perché privo di firma e che, dopo la cancellazione della società, la responsabilità ricadesse solo sui soci. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'omessa sottoscrizione comporta nullità (da eccepire subito) e non inesistenza. Inoltre, la responsabilità del liquidatore per i tributi non pagati è autonoma e prevista da norme speciali tributarie, a prescindere dall'avvenuta cancellazione della società.
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Accertamento tributario al socio receduto: nullo senza allegati
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un ex socio di una società a ristretta base partecipativa per presunti utili non dichiarati. L'atto richiamava l'accertamento della società senza allegarlo. Il contribuente ha contestato la validità dell'atto poiché era già uscito dalla società prima della notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento tributario al socio receduto è nullo se motivato solo per rinvio (per relationem) all'atto societario, senza allegare quest'ultimo o riprodurne il contenuto essenziale. L'ex socio, infatti, non ha più il diritto di accedere ai documenti sociali per difendersi. La Corte ha quindi annullato l'atto impositivo, dando ragione al contribuente.
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Inquadramento dirigenziale: contratto nullo se la legge non lo prevede
Un dirigente di un'azienda pubblica di promozione turistica ha richiesto le differenze retributive, sostenendo di avere diritto alla paga da dirigente di prima fascia. La sua richiesta si basava sulla convinzione che l'ente da lui diretto fosse una 'struttura di massima dimensione'. La Corte di Cassazione ha respinto la sua domanda. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale per il pubblico impiego: l'inquadramento dirigenziale dipende esclusivamente dalla qualificazione formale prevista dalla legge. Un contratto individuale non può derogare alla legge, anche se più favorevole. Poiché la legge regionale non includeva l'azienda tra le strutture di vertice, la richiesta del dirigente è stata rigettata e l'Ente Pubblico ha vinto la causa.
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Svolgimento di mansioni superiori: Ordine nullo ma diritto salvo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una lavoratrice al superiore inquadramento e alle relative differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori. L'Ente datore di lavoro sosteneva che l'ordine di servizio che assegnava tali mansioni fosse nullo, e quindi inefficace. Tuttavia, i giudici hanno stabilito un principio fondamentale: ciò che conta è l'effettivo svolgimento di mansioni superiori, a prescindere dalla validità dell'atto di assegnazione. La nullità dell'ordine non può impedire il riconoscimento dei diritti maturati dal lavoratore che ha, di fatto, operato a un livello più alto. La prestazione lavorativa effettiva prevale sul vizio formale del provvedimento datoriale.
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