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Notizia Di Reato

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Competenza territoriale: Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una questione di competenza territoriale in un procedimento per corruzione e turbativa d'asta. A fronte dell'incertezza sul luogo esatto in cui si era perfezionato l'accordo corruttivo tra un politico, un funzionario pubblico e alcuni imprenditori, la Corte ha stabilito che la competenza spetta al Tribunale del luogo dove ha sede la Procura che per prima ha iscritto la notizia di reato. La decisione riafferma l'applicazione dei criteri residuali previsti dal codice di procedura penale quando il criterio principale del luogo di consumazione del reato non è individuabile con certezza.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento IRPEF notificato oltre i termini ordinari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio termini accertamento. Secondo i giudici, per i periodi d'imposta antecedenti al 2016, è sufficiente la sussistenza di una violazione che comporti l'obbligo di denuncia penale per estendere il periodo di accertamento, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del procedimento penale.
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Decorrenza termini indagini: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che liberava alcuni indagati, chiarendo un principio fondamentale sulla decorrenza termini indagini. La Corte ha stabilito che i termini per le indagini preliminari decorrono in modo autonomo per ogni singolo indagato e per ogni nuovo reato iscritto nel registro delle notizie di reato. La decisione del tribunale inferiore, che aveva calcolato un unico termine per tutti basandosi sulla prima iscrizione, è stata ritenuta errata, ripristinando la validità degli atti di indagine, come le intercettazioni, compiuti successivamente.
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Imputazione coatta: i limiti del G.i.p. e i poteri del P.M.
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di imputazione coatta per il reato di atti persecutori, in quanto diverso da quelli per cui il Pubblico Ministero aveva richiesto l'archiviazione. La Corte ha stabilito che un tale provvedimento è 'abnorme' perché viola l'equilibrio tra i poteri del G.i.p. e del P.M. Se il giudice individua un reato diverso, non può forzare l'imputazione, ma deve ordinare al P.M. di iscriverlo nel registro delle notizie di reato per consentire nuove indagini e garantire il diritto di difesa.
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Computo pena espiata: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di una Corte d'Appello che negava a un condannato il diritto al computo della pena espiata in custodia cautelare. Il caso riguardava un periodo di detenzione sofferto in un procedimento penale che, sebbene formalmente distinto da quello della condanna finale, verteva sullo stesso identico reato (associazione di tipo mafioso). La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini del computo della pena, prevale l'identità sostanziale del fatto-reato rispetto alla mera pluralità di numeri di fascicolo, accogliendo il ricorso e rinviando per un nuovo esame.
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Sequestro probatorio: l’interesse dell’indagato
La Cassazione ha esaminato un caso di sequestro probatorio di beni culturali. L'indagato, pur non essendo più proprietario dei beni, ha impugnato il provvedimento. La Corte, pur riconoscendo il suo interesse ad agire per evitare l'uso delle prove, ha respinto il ricorso, ritenendo la motivazione del sequestro sufficiente e non meramente esplorativa, in quanto finalizzata ad accertamenti tecnici indispensabili.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17233/2025, ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento fiscale è legittimo quando sussiste l'obbligo di denuncia penale per reati tributari, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del processo penale. La Corte ha chiarito che tale principio non si applica all'IRAP. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRES e IRAP emesso oltre i termini ordinari, che i giudici di merito avevano annullato. La Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Notifica atti fiscali: urgenza e frode fiscale
Una società di persone e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento notificati durante la sospensione per la pandemia COVID-19. I giudici di merito avevano annullato gli atti, escludendo l'urgenza della notifica dato che un procedimento penale era già in corso. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la gravità della condotta, qualificata come frode fiscale, costituisce di per sé un valido motivo di 'indifferibilità ed urgenza' per la notifica atti fiscali, a prescindere dallo stato delle indagini penali. Lo scopo della deroga è infatti quello di arginare i danni all'erario derivanti da condotte gravemente illecite.
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