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Notifica Istanza Di Fallimento

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica Fallimento: Valida anche con errori, desistenza irrilevante
Un ex amministratore di una società, già cancellata dal Registro delle Imprese, ha contestato la dichiarazione di fallimento della stessa. Ha sostenuto che la notifica dell'istanza di fallimento fosse irregolare e che la successiva rinuncia del creditore (desistenza) avrebbe dovuto impedire il fallimento. La Corte d'Appello aveva già respinto queste argomentazioni. La Corte di Cassazione ha confermato che la notifica, eseguita tramite deposito in Comune dopo tentativi falliti via PEC e presso la sede legale, era valida. Ha anche ribadito che la desistenza del creditore, avvenuta dopo che il tribunale si era già riservato la decisione, non può bloccare la dichiarazione di fallimento. Il ricorso dell'ex amministratore è stato quindi rigettato.
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Notifica Istanza di Fallimento: ‘Sconosciuto’ in sede? Si fallisce
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso sulla validità della notifica istanza di fallimento a una società. Un creditore aveva avviato la procedura, ma la notifica via PEC era fallita. L'ufficiale giudiziario, recatosi presso la sede legale, aveva dichiarato la società 'sconosciuta' senza effettuare ulteriori ricerche, depositando l'atto presso la Casa Comunale. La società debitrice ha contestato la validità della notifica, ma la Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che, una volta tentata senza successo la notifica presso la sede, l'ufficiale non è tenuto a compiere altre indagini. La notifica con deposito in Comune è quindi perfettamente valida e il fallimento è stato confermato.
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Azienda Irreperibile: Valida la Notifica Istanza di Fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica istanza di fallimento a una società è valida anche se effettuata con il solo deposito presso la casa comunale, qualora l'azienda risulti irreperibile alla sua sede legale. L'imprenditore ha l'obbligo di mantenere aggiornati i propri recapiti (sede e PEC). Se non lo fa, la notifica semplificata prevista dalla legge fallimentare è legittima e non richiede le ulteriori formalità del codice di procedura civile, come l'invio di una raccomandata. La responsabilità dell'irreperibilità ricade sull'imprenditore stesso, che non può quindi lamentare una violazione del suo diritto di difesa. Di conseguenza, la dichiarazione di fallimento è stata confermata.
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Notifica istanza di fallimento: le regole speciali
La Corte di Cassazione ha confermato che la notifica dell'istanza di fallimento a una società cancellata dal Registro delle Imprese e irreperibile presso la sede legale si perfeziona con il deposito dell'atto presso la casa comunale. Questa procedura speciale prevale sulle norme ordinarie, rendendo non necessaria la ricerca del legale rappresentante. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo la validità di una disciplina semplificata volta a bilanciare il diritto di difesa con l'esigenza di celerità dei procedimenti concorsuali.
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Notifica istanza di fallimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del socio di una società fallita, il quale lamentava la nullità della dichiarazione di fallimento per un presunto vizio di notifica. L'ordinanza chiarisce che la notifica dell'istanza di fallimento segue una procedura speciale e semplificata dettata dall'art. 15 della Legge Fallimentare. Se la notifica via PEC fallisce e la società risulta irreperibile presso la sede legale, il perfezionamento avviene con il deposito dell'atto presso la casa comunale, senza necessità di ulteriori ricerche del legale rappresentante, escludendo l'applicazione delle norme ordinarie del codice di procedura civile.
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Notifica istanza di fallimento: vale la dimora di fatto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della validità della notifica dell'istanza di fallimento, la dimora di fatto prevale sulla residenza anagrafica. Nel caso esaminato, un socio illimitatamente responsabile aveva contestato la notifica ricevuta presso un'abitazione diversa dalla sua residenza ufficiale. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che le risultanze anagrafiche hanno un valore meramente presuntivo e possono essere superate da prove contrarie, come le constatazioni dell'ufficiale giudiziario. Spetta al destinatario dell'atto dimostrare che il luogo della notifica non corrispondeva alla sua dimora abituale. La Corte ha anche chiarito che la nomina di un amministratore giudiziario non esclude la necessità di notificare l'istanza all'amministratore della società.
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