Un contribuente impugna una comunicazione di debito di oltre 86.000 euro, sostenendo di non aver mai ricevuto il relativo avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena validità della notifica diretta atti tributari effettuata dall'Agenzia delle Entrate tramite semplice raccomandata. La Corte ha chiarito che, in caso di assenza del destinatario, la notifica si perfeziona per compiuta giacenza dopo dieci giorni. Poiché il contribuente non ha provato un'impossibilità incolpevole a prendere conoscenza dell'atto, il suo ricorso è stato giudicato tardivo. L'Agenzia delle Entrate vince la causa.
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