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346 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità del rappresentante legale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del rappresentante legale di un'associazione non riconosciuta per i debiti fiscali dell'ente. L'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento all'associazione e, successivamente, un atto di intimazione direttamente al suo presidente. Quest'ultimo ha impugnato l'atto, sostenendo di non aver mai ricevuto un avviso di accertamento personale e che i termini per la riscossione fossero scaduti. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che non è necessario un autonomo atto impositivo notificato personalmente al presidente in qualità di coobbligato solidale. La notifica effettuata all'ente nella persona del suo rappresentante è sufficiente a renderlo edotto della pretesa fiscale. La sua responsabilità deriva direttamente dalla legge (art. 38 c.c.) per il solo fatto di aver rivestito la carica, a meno che non dimostri di aver adempiuto a tutti gli obblighi fiscali.
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Prescrizione bollette idriche: la Cassazione decide
Un utente ha contestato alcune bollette per consumi idrici risalenti agli anni 2015-2017, invocando la prescrizione biennale introdotta dalla Legge n. 205/2017. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, ritenendo che la nuova norma si applichi a tutte le fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020, anche se riferite a consumi precedenti. La società fornitrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare importanza e meritevole di un approfondimento, rinviando il caso alla pubblica udienza per definire l'ambito di applicazione della prescrizione bollette idriche.
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Esperto stimatore: no contraddittorio nelle perizie
Un debitore ha impugnato una procedura esecutiva immobiliare sostenendo la nullità della perizia, poiché l'esperto stimatore non lo aveva informato dell'ispezione. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile, ha enunciato un importante principio di diritto: il ruolo dell'esperto stimatore è diverso da quello del CTU. Le sue operazioni non richiedono il contraddittorio con le parti, le quali possono presentare osservazioni solo dopo il deposito della relazione finale.
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Durata ragionevole procedura: 6 anni è il limite fisso
Un gruppo di creditori ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare, pendente da oltre 26 anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20008/2025, ha stabilito che la durata ragionevole procedura concorsuale è fissata per legge in sei anni, come introdotto dalla riforma del 2012 alla Legge Pinto. La Corte ha chiarito che tale termine non è una semplice indicazione, ma un parametro vincolante per il giudice, che non può estenderlo discrezionalmente neanche in casi di particolare complessità. La decisione della Corte d'Appello, che aveva fissato la durata ragionevole in sette anni, è stata quindi annullata.
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Rimborso parziale: quando impugnare il diniego?
Una società di assicurazioni riceve un rimborso parziale Ires e impugna il diniego. L'Amministrazione finanziaria eccepisce la tardività del ricorso. La Cassazione, data la novità e la rilevanza della questione sulla deducibilità dell'Irap, rimette la causa a pubblica udienza per una decisione di principio.
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Commercializzazione cannabis light: la Cassazione fa chiarezza
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30475 del 2019, hanno affrontato la questione della legalità della commercializzazione di derivati della cosiddetta "cannabis light". Il caso nasce dal ricorso di un Procuratore della Repubblica contro l'annullamento di un sequestro di inflorescenze di canapa. La Corte ha stabilito che la legge n. 242/2016, che promuove la filiera agroindustriale della canapa, non legalizza la vendita al dettaglio di foglie, inflorescenze o resine. Tale commercializzazione cannabis light, pertanto, integra il reato previsto dal Testo Unico Stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Tuttavia, la punibilità è esclusa se il giudice accerta, caso per caso, che il prodotto è concretamente privo di qualsiasi effetto drogante, in applicazione del principio di offensività.
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