La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17718/2025, ha annullato un'ordinanza di sequestro di oltre 135.000 euro su un conto di un'associazione professionale, contestato come profitto del reato di bancarotta fraudolenta commesso da un associato. La Corte ha stabilito che, alla luce di recenti pronunce delle Sezioni Unite, per la confisca del profitto del reato è necessario provare un nesso di derivazione diretta tra la somma sequestrata e l'illecito. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo principio, altrimenti il sequestro sarebbe per equivalente, non ammesso per tale reato.
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