L'Imputato ha concordato con il Pubblico Ministero una pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 1400 euro di multa tramite l'istituto del patteggiamento. Tuttavia, il Giudice per le indagini preliminari, a causa di un probabile errore informatico di trascrizione di dati appartenenti a un soggetto estraneo, ha applicato una pena diversa di un anno e otto mesi di reclusione e 600 euro di multa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che il giudice non può modificare unilateralmente l'accordo raggiunto tra le parti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale per la corretta applicazione dell'accordo originario.
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