Un ufficiale della Marina Militare è stato arrestato in flagranza mentre consegnava a un agente diplomatico estero una scheda di memoria contenente foto di documenti riservati, in cambio di denaro. Accusato di spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato e corruzione, è stato condannato a venti anni di reclusione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che la precedente condanna della magistratura militare non viola il divieto di doppio giudizio, poiché i reati ordinari proteggono interessi politici e di sicurezza nazionale differenti. Inoltre, la Corte ha ritenuto legittima la mancata ostensione dei documenti coperti da segreto NATO e l'uso delle videoregistrazioni effettuate nell'ufficio dell'imputato prima dell'avvio formale delle indagini, qualificandole come prove documentali legittime.
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