La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di un soggetto trovato in possesso di 94,4 grammi di hashish. La Corte ha stabilito che, ai fini della condanna, il narcotest è una prova sufficiente per accertare la natura della sostanza, non essendo necessaria una perizia tossicologica per determinare il principio attivo quando altri elementi, come la quantità, le modalità di occultamento e il comportamento dell'imputato, indicano chiaramente la destinazione allo spaccio.
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