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Mutuo Fondiario

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153 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mutuo fondiario oltre i limiti: la Cassazione salva la banca
I Debitori hanno proposto opposizione all'esecuzione immobiliare avviata da La Banca, sostenendo la nullità del contratto di mutuo fondiario. Secondo i ricorrenti, il finanziamento era nullo poiché superava il limite di finanziabilità dell'ottanta per cento stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione, uniformandosi alla storica decisione delle Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il superamento della soglia massima di finanziamento non determina la nullità del mutuo fondiario. Tale limite risponde infatti a regole di vigilanza prudenziale dirette alla stabilità della banca, e non a norme imperative di validità contrattuale. Di conseguenza, il contratto resta pienamente valido ed efficace come titolo esecutivo per l'espropriazione forzata.
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Mutuo fondiario nullo: lo scontro si spegne con l’accordo
Una banca concedeva un mutuo fondiario a una società, poi fallita. Il curatore fallimentare contestava la validità del contratto per il superamento del limite di finanziabilità dell'ottanta per cento del valore dei beni. Il Tribunale dichiarava nullo il mutuo fondiario, ma lo convertiva in mutuo ipotecario ordinario, ammettendo il credito al passivo. Il Fallimento ricorreva in Cassazione contro la conversione, mentre la banca presentava ricorso incidentale. Prima della decisione della Suprema Corte, le parti raggiungevano un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, presentavano formale rinuncia bilaterale ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un fallimento immobiliare ha impugnato un decreto del Tribunale riguardante un mutuo fondiario che superava il limite di finanziabilità. In attesa della decisione delle Sezioni Unite su questo tema, il fallimento ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalle controparti con richiesta di compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Inoltre, i giudici hanno stabilito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione si applica infatti solo se il ricorso viene respinto, dichiarato inammissibile o improcedibile, e non può essere estesa per analogia a chi decide di abbandonare spontaneamente la causa.
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Usura sopravvenuta: la banca vince contro il debitore sul mutuo
Una società si oppone all'esecuzione immobiliare avviata da una banca per il mancato pagamento di un mutuo fondiario stipulato nel 1991. La società lamenta l'applicazione di interessi anatocistici e usurari. Il Tribunale accoglie l'opposizione rilevando un'usura sopravvenuta, ma la Corte d'Appello ribalta la decisione. La Cassazione conferma il rigetto dell'opposizione. I giudici chiariscono che l'usura sopravvenuta non rende nulla la clausola sugli interessi se il tasso era sotto la soglia al momento della firma. Inoltre, per i vecchi mutui fondiari, la legge consente l'anatocismo sulle rate scadute. Infine, il giudice non può assegnare una somma superiore a quella richiesta dalla parte senza una specifica riserva. La società perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Mutuo fondiario oltre l’80%: la Cassazione salva il contratto
Due mutuatari si oppongono al precetto della banca, sostenendo la nullità del contratto di mutuo fondiario perché la somma concessa superava l'ottanta per cento del valore dell'immobile, violando il limite di finanziabilità. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della banca. I giudici chiariscono che il superamento della soglia di finanziabilità nel mutuo fondiario non determina la nullità del contratto. Tale limite risponde infatti a regole di vigilanza prudenziale per la stabilità del sistema bancario e non a norme imperative di validità contrattuale. Di conseguenza, il contratto rimane valido e la banca può procedere al recupero del credito.
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Limite di finanziabilità: mutuo nullo senza garanzie forti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società creditrice che chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da un mutuo fondiario. Il Tribunale aveva dichiarato nullo il contratto per il superamento del limite di finanziabilità dell'ottanta per cento del valore dell'immobile ipotecato, senza che vi fossero idonee garanzie integrative. La Suprema Corte ha confermato la nullità del mutuo, precisando che le garanzie prestate da persone fisiche o società semplici non consentono di elevare tale soglia. Inoltre, la richiesta di conversione del contratto nullo in un mutuo ordinario è stata dichiarata tardiva, poiché andava presentata subito dopo il primo rilievo di nullità da parte del giudice delegato. Di conseguenza, il creditore perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Mutuo oltre il limite di finanziabilità: l’ipoteca resta valida
Una società finanziaria ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da un mutuo fondiario, pretendendo il riconoscimento della garanzia ipotecaria. Il Tribunale ha negato l'ipoteca, ritenendo il contratto nullo per il superamento del limite di finanziabilità pari all'ottanta per cento del valore dei beni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del creditore. I giudici hanno stabilito che il superamento del limite di finanziabilità non determina la nullità del mutuo. Tale limite costituisce infatti una regola di comportamento per le banche dettata dalla vigilanza prudenziale, e non un requisito di validità del contratto. Di conseguenza, il mutuo e la relativa ipoteca rimangono pienamente validi ed efficaci.
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Concorso di colpa della banca: truffa del finto mutuo dimezzata
Un istituto bancario ha concesso un mutuo a un soggetto che si è poi rivelato inesistente, avendo utilizzato documenti falsi. La banca ha fatto causa al notaio per non aver identificato correttamente il cliente al momento della firma dell'atto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo un concorso di colpa della banca nella misura del 50%. La banca, infatti, aveva svolto l'istruttoria e preparato i documenti con i dati del finto mutuatario, inducendo in errore il professionista. Di conseguenza, la banca non può pretendere l'intero risarcimento dal notaio, dovendo farsi carico della metà del danno subito a causa della propria negligenza nella fase preliminare di concessione del credito.
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Insinuazione tardiva al passivo: banca perde il recupero crediti
Un istituto di credito ha proposto un'insinuazione tardiva al passivo per recuperare il residuo di un mutuo fondiario, ritenendo che il termine annuale decorresse dal momento in cui il curatore si era opposto alla procedura esecutiva individuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il termine per l'insinuazione tardiva al passivo decorre inderogabilmente dalla dichiarazione di esecutività dello stato passivo. I giudici hanno chiarito che la riscossione provvisoria delle somme in sede esecutiva non estingue il credito né esenta la banca dall'onere di partecipare al concorso fallimentare per trattenere definitivamente le somme. Di conseguenza, il ritardo della banca è stato ritenuto ingiustificato, determinando la perdita del diritto di ammissione.
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Opposizione allo stato passivo: la banca vince contro il fallimento
Una banca propone opposizione allo stato passivo del fallimento di una società per ottenere l'ammissione di un credito derivante da un mutuo fondiario non interamente rimborsato. Il Tribunale accoglie la domanda della banca, ritenendo provata l'erogazione della somma tramite l'accredito in conto corrente e la relativa documentazione ipotecaria. Il Curatore Fallimentare ricorre in Cassazione, lamentando la genericità della domanda della banca e contestando la validità del piano di ammortamento. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il mutuo si perfeziona con la consegna del denaro e che le contestazioni del Curatore richiedevano una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, la banca vince definitivamente la causa e il fallimento deve pagare le spese processuali.
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Collegamento negoziale: quando la casa salta ma il mutuo resta
L'Acquirente di un immobile, dopo aver ottenuto la risoluzione della compravendita per gravi abusi edilizi, chiedeva la nullità del mutuo fondiario stipulato con la Banca. Egli sosteneva l'esistenza di un collegamento negoziale tra l'acquisto e il finanziamento. La Corte d'Appello respingeva la domanda, escludendo sia il collegamento tra i contratti sia la responsabilità del Notaio e della Banca. L'Acquirente proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile perché il ricorrente non ha depositato la relata di notifica della sentenza impugnata entro i termini di legge. Di conseguenza, l'Acquirente perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali a tutte le controparti.
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Interruzione abusiva del credito: i soci perdono contro la banca
I soci di una società di costruzioni fallita hanno chiesto il risarcimento dei danni a un istituto di credito. Sostenevano che il fallimento fosse dovuto all'interruzione abusiva del credito da parte della banca, che aveva bloccato le ultime rate di un mutuo fondiario da 18 milioni di euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei soci. I giudici hanno confermato le decisioni dei gradi precedenti, rilevando l'assenza di un nesso di causalità tra il blocco del finanziamento residuo (meno di 2 milioni) e il blocco del cantiere. La società aveva infatti già speso 16 milioni completando solo la metà dell'opera, rendendo matematicamente impossibile finire il restante 48% dei lavori con la somma mancante. I soci perdono definitivamente la causa.
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Elezione di domicilio nel mutuo: la Cassazione dà ragione alla banca
Un istituto di credito avviava un pignoramento immobiliare contro un debitore inadempiente. Il debitore si opponeva sostenendo che la notifica del pignoramento fosse inesistente, poiché eseguita presso la Casa Comunale, luogo indicato come elezione di domicilio nel mutuo. La Corte d'Appello accoglieva l'opposizione ritenendo nulla tale clausola. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'accordo contrattuale rimane pienamente valido ed efficace per tutte le fasi della procedura esecutiva. Di conseguenza, la notifica effettuata presso il domicilio eletto, anche se coincide con la Casa Comunale, è del tutto regolare. La Suprema Corte ha quindi rigettato l'opposizione del debitore, confermando la validità del pignoramento promosso dalla banca.
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Mutuo fondiario oltre i limiti: la Cassazione frena la nullità
Un Istituto di Credito ha concesso a due Mutuatari un mutuo fondiario per l'intero valore dell'immobile acquistato, superando il limite di finanziabilità dell'ottanta per cento. I Mutuatari hanno contestato il precetto di pagamento, eccependo la nullità totale del contratto. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione. La Corte di Cassazione, pur dubitando che il superamento del limite comporti la nullità del contratto (ritenendo invece che si trasformi in un comune mutuo ipotecario), ha rilevato che la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite. Per questo motivo, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo in attesa della decisione definitiva.
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Opposizione allo stato passivo: perso credito milionario
Una società veicolo, creditrice cessionaria, ha proposto opposizione allo stato passivo contro il fallimento di un'impresa edile per ottenere l'ammissione di crediti derivanti da mutui fondiari e un conto corrente. Il Tribunale ha respinto la richiesta poiché la creditrice non ha indicato specificamente nell'atto introduttivo i documenti a supporto, producendoli tardivamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che, nell'opposizione allo stato passivo, tutti i documenti devono essere indicati dettagliatamente nel ricorso iniziale a pena di decadenza, anche se già presenti nel fascicolo informatico della procedura fallimentare. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a sanzioni per lite temeraria.
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Mutuo per estinzione debiti pregressi: validità e regole
Gli eredi di un mutuatario hanno impugnato la sentenza d'appello che riteneva valido il mutuo fondiario stipulato per ripianare debiti precedenti con la banca. I ricorrenti lamentavano la mancata applicazione del tasso sostitutivo previsto dalla legge per i mutui a tasso fisso e l'omessa pronuncia su questa domanda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che il mutuo per estinzione debiti pregressi è lecito e che la richiesta di sostituzione del tasso non era stata correttamente riproposta in appello, violando le regole procedurali. Di conseguenza, i ricorrenti hanno perso la causa e dovranno versare un ulteriore contributo unificato.
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Mutuo fondiario oltre i limiti: scontro sulla validità
Il curatore del fallimento di una società immobiliare ha contestato l'ammissione al passivo di un credito bancario derivante da un mutuo fondiario. Secondo il curatore, il finanziamento aveva superato il limite di finanziabilità dell'ottanta per cento del valore dei beni ipotecati, rendendo il contratto nullo. Il Tribunale ha invece ritenuto valido il mutuo. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sulla nullità del mutuo fondiario in caso di superamento del limite di finanziabilità è stata rimessa alle Sezioni Unite per risolvere un contrasto giurisprudenziale, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della decisione definitiva.
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Clausola risolutiva espressa: il debitore perde contro la banca
Un debitore si oppone al precetto di pagamento di oltre tre milioni di euro notificato dalla banca per un mutuo fondiario. Il debitore contesta la validità della clausola risolutiva espressa, ritenendola contraria alle norme bancarie e chiedendo una valutazione sulla gravità del suo inadempimento. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che l'interpretazione del contratto spetta solo al giudice di merito e che la clausola risolutiva espressa è pienamente valida se legata a eventi gravi, come le numerose ipoteche iscritte da altri creditori sul patrimonio del debitore. Di conseguenza, il debitore perde la causa e viene condannato a pagare le spese legali.
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Nullità del contratto di mutuo: debiti di terzi e validità
Il Debitore e i Terzi Garanti si oppongono all'esecuzione immobiliare promossa dalla Banca, eccependo la nullità del contratto di mutuo per difetto di causa concreta. Sostengono che la Banca abbia utilizzato la somma mutuata per ripianare debiti pregressi di soggetti terzi senza consenso. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la validità del finanziamento. I giudici chiariscono che l'impiego delle somme erogate per estinguere passività precedenti non determina la nullità del contratto di mutuo per mancanza di causa. Tale utilizzo presuppone infatti che la somma sia stata comunque messa a disposizione del mutuatario. L'eventuale prelievo non autorizzato configura un mero inadempimento contrattuale della banca e non un vizio di validità del contratto originario.
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Mutuo fondiario: la banca vince contro l’usura sopravvenuta
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una banca contro la decisione che dichiarava illegittimi gli interessi applicati a un mutuo fondiario stipulato nel 1989. I giudici hanno chiarito due punti fondamentali. Primo, per i mutui fondiari stipulati prima del 1994, la legge consente l'anatocismo legale, ovvero il calcolo degli interessi di mora sull'intera rata scaduta. Secondo, non esiste l'usura sopravvenuta: se il tasso pattuito era inferiore alla soglia di usura al momento della firma, il successivo superamento del limite legale non rende nulla la clausola né viola il dovere di buona fede della banca. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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