La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ex esponente politico locale coinvolto in violente proteste legate all'emergenza rifiuti. In primo grado, l'imputato era stato condannato per il reato di devastazione, ma la Corte d'Appello aveva riformato la sentenza assolvendolo da tale accusa. La Suprema Corte ha annullato l'assoluzione, evidenziando la mancanza di una motivazione rafforzata. Il giudice di secondo grado non ha infatti analizzato in modo critico e completo le prove (intercettazioni e testimonianze) che indicavano un ruolo di regia e supporto morale dell'imputato verso i manifestanti violenti, rendendo la decisione contraddittoria rispetto alla condanna per i singoli reati di resistenza.
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