Una dipendente pubblica, responsabile dell'area veicoli della Motorizzazione Civile, è stata accusata di corruzione per aver rilasciato un duplicato di patente a una persona con licenza sospesa. In cambio, avrebbe ricevuto un soggiorno in un hotel di lusso per terzi. Il Tribunale del riesame aveva confermato l'applicazione delle misure cautelari degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione, pur ritenendo validi i gravi indizi di colpevolezza, ha annullato l'ordinanza limitatamente alla motivazione sulle esigenze cautelari, giudicandola generica. La Cassazione ha rinviato il caso al Tribunale di Napoli per una nuova valutazione su questo specifico aspetto delle misure cautelari.
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