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Misure Cautelari Personali

229 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le misure cautelari personali sono provvedimenti previsti dal codice di procedura penale italiano, consistenti in limitazioni di libertà personale, assistite dalla garanzia giurisdizionale sin dal momento iniziale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Frode nelle pubbliche forniture o inadempimento contrattuale?
La Corte di Cassazione ha esaminato la posizione dell'amministratore di una cooperativa, sottoposto a custodia cautelare per reati associativi, corruttivi e frode nelle pubbliche forniture relativi a servizi di pulizia e sanificazione ospedaliera. La difesa contestava sia i gravi indizi di colpevolezza, sia la proporzione della misura carceraria rispetto agli arresti domiciliari. I giudici di legittimità hanno confermato la gravità del quadro indiziario per l'associazione per delinquere e la corruzione, ribadendo l'esigenza della custodia in carcere per l'alto rischio di recidiva. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sul reato di frode nelle pubbliche forniture. La Corte ha stabilito che la semplice fornitura carente o l'uso di strumenti inadeguati integra il meno grave inadempimento contrattuale e non la frode, mancando raggiri o artifici ingannevoli. L'ordinanza è stata annullata con rinvio limitatamente a questo specifico capo.
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Misure Cautelari per Associazione Mafiosa: Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un individuo contro una misura cautelare che lo vedeva coinvolto in una storica associazione mafiosa e in episodi di estorsione. Il Ricorrente contestava l'interpretazione delle intercettazioni e la valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ritenendo insufficienti gli indizi di colpevolezza. La Suprema Corte ha ribadito che non può riesaminare il merito delle prove, ma solo la logicità della motivazione del giudice di grado inferiore. Ha confermato la correttezza della valutazione degli indizi di colpevolezza per l'associazione mafiosa e l'estorsione.
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Misure cautelari personali: no a scorciatoie tra indizi e rischi
La Procura chiedeva l'obbligo di dimora per un indagato accusato del reato di riciclaggio di un'autovettura. Il Giudice per le indagini preliminari respingeva l'istanza. Il Tribunale dell'appello cautelare confermava il rigetto basandosi esclusivamente sull'assenza di esigenze cautelari dovuta al tempo trascorso dai fatti, senza esaminare i gravi indizi di colpevolezza. Il Pubblico Ministero proponeva quindi ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice penale non può ignorare la gravità indiziaria applicando il criterio civile della ragione più liquida. Tuttavia, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura. Il Pubblico Ministero non aveva contestato nei gradi precedenti il pericolo di reiterazione del reato, introducendo il tema solo in sede di legittimità. L'indagato resta così in totale libertà senza misure cautelari personali.
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Rapina Aggravata: Misure Cautelari Personali, No a Sostituzione Carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. L'uomo era stato condannato per rapina aggravata. Il Tribunale del riesame aveva già respinto la sua richiesta, ritenendo che le sue buone condotte in carcere non fossero sufficienti a superare la gravità dei fatti e la sua pericolosità sociale. La Corte Suprema ha confermato che le esigenze cautelari rimanevano attuali e che il ricorso mirava a una non consentita rivalutazione dei fatti, non a una violazione di legge sulle misure cautelari personali.
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Contrabbando: Cassazione conferma carcere, respinto ricorso su misure cautelari
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per contrabbando internazionale, confermando la custodia cautelare in carcere. L'indagato contestava la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e dei pericoli di fuga e reiterazione, oltre all'adeguatezza delle misure cautelari personali. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse motivato in modo logico e coerente, basandosi su intercettazioni e sui legami dell'indagato con ambienti criminali. Il pericolo di fuga era concreto per i suoi contatti e la capacità di procurarsi mezzi per l'allontanamento. Il pericolo di reiterazione era attuale per i contatti continuativi nel contrabbando.
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Misure cautelari: il pericolo di reiterazione del reato non svanisce col tempo
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Pubblico Ministero contro la decisione del Tribunale della Libertà di Bologna. Quest'ultimo aveva revocato una misura cautelare interdittiva (divieto di ricoprire ruoli direttivi) nei confronti di un individuo accusato di associazione per delinquere finalizzata a bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Il Tribunale aveva ritenuto insussistente il pericolo di reiterazione del reato. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso, affermando che la gravità dei fatti, la professionalità piegata a scopi illeciti e la personalità dell'indagato evidenziano un concreto e attuale rischio di nuove condotte criminose. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Inammissibilità ricorso cautelare: Cassazione non riesamina i fatti
L'Indagato ha presentato ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato gli arresti domiciliari per traffico di stupefacenti. L'uomo era stato sorpreso a caricare droga su un furgone con un complice, ricevendo denaro. Il complice aveva confessato, coinvolgendo l'Indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso cautelare. Ha ritenuto che il ricorso tentasse di rimettere in discussione fatti già valutati dai giudici precedenti, anziché segnalare violazioni di legge o illogicità evidenti nella motivazione. La Corte ha confermato la validità degli indizi e delle esigenze cautelari.
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Custodia Cautelare per Associazione Mafiosa: Ricorso Inammissibile
Un individuo, sottoposto a custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione mafiosa (camorra), ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la motivazione dell'ordinanza cautelare, ritenuta insufficiente e basata su un "copia-incolla", l'assenza di gravi indizi di colpevolezza e la non attualità delle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione autonoma del giudice non implica una motivazione "diversa", ma una conoscenza degli atti. Ha inoltre confermato la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari per i reati di associazione mafiosa, non superabile dal tempo trascorso se i legami con il sodalizio persistono.
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Misure cautelari: Cassazione conferma no a arresto per bancarotta
Un Pubblico Ministero ha chiesto l'applicazione di misure cautelari personali per un Indagato, accusato di bancarotta fraudolenta preferenziale e impropria. Il Giudice per le indagini preliminari e il Tribunale del Riesame hanno rigettato la richiesta, non riscontrando il pericolo di reiterazione del reato o di inquinamento probatorio. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che non può riesaminare i fatti o rivalutare le prove, ma solo verificare la logicità e la correttezza giuridica della motivazione dei giudici di merito, che nel caso specifico era adeguata.
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Gravi Indizi di Colpevolezza: Cassazione Conferma Misura Cautelare
Un Lavoratore, indagato per traffico di stupefacenti, aveva ricevuto una misura cautelare. Il Tribunale del Riesame aveva parzialmente accolto la sua richiesta, sostituendo gli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e l'attualità del pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il suo compito si limita a verificare la logicità della motivazione del provvedimento impugnato, non a riesaminare i fatti o a effettuare una nuova valutazione degli indizi. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale del Riesame logica e coerente.
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Riesame misure cautelari personali: Cassazione annulla per motivazione insufficiente
Un individuo era sottoposto a misure cautelari personali per presunto traffico di droga e associazione a delinquere. Il Tribunale del Riesame aveva respinto la sua richiesta di annullamento. La Corte di Cassazione ha esaminato la decisione, riscontrando una motivazione insufficiente e illogica. Ha evidenziato la mancanza di prove concrete che collegassero i viaggi dell'indagato al trasporto di stupefacenti e la duplicazione delle accuse. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo giudizio, enfatizzando l'importanza di una motivazione chiara nel riesame misure cautelari personali.
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Misure cautelari personali: no ai domiciliari per danno lieve
Il Pubblico Ministero ha richiesto gli arresti domiciliari per un'agente di polizia municipale. L'indagata ha timbrato il cartellino al posto di un collega assente, causando alla pubblica amministrazione un danno di 23,37 euro. Il Giudice per le indagini preliminari e il Tribunale del Riesame hanno respinto la richiesta per assenza di pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato. L'episodio contestato era unico e risaliva a oltre un anno prima. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. L'applicazione delle misure cautelari personali richiede un pericolo reale, attuale e dimostrato da elementi concreti, che non può basarsi sulla sola qualifica del lavoratore o su una condotta isolata di lieve entità.
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Aggravante Mafiosa: Cassazione Annulla per Mancanza di Motivazione
Il Tribunale di Milano aveva applicato gli arresti domiciliari a un indagato per reati tributari e altri illeciti, riconoscendo anche una circostanza aggravante mafiosa. L'indagato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per la maggior parte dei motivi. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza nella parte relativa alla circostanza aggravante mafiosa (art. 416-bis.1 cod. pen.) per totale mancanza di motivazione. Il caso tornerà al Tribunale di Milano per una nuova valutazione solo su questa specifica aggravante.
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Ricorso Misure Cautelari: Cassazione conferma, logica prevale sui fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso misure cautelari presentato da un individuo contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. L'individuo era sottoposto a misure cautelari per reati legati al traffico di droga. La difesa contestava l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari, sostenendo che l'indagato si fosse allontanato dal territorio e avesse trovato un nuovo lavoro. La Suprema Corte ha ribadito che il suo compito è verificare la logicità della motivazione del giudice di merito, non rivalutare i gravi indizi di colpevolezza o le esigenze cautelari. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale del Riesame adeguata, confermando la necessità delle misure.
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Omessa Motivazione Misure Cautelari: Cassazione Annulla Arresti Domiciliari
Un Indagato era accusato di dichiarazione infedele e autoriciclaggio, per aver costituito una società all'estero e impiegato proventi illeciti. Il Tribunale del Riesame aveva confermato gli arresti domiciliari. La Cassazione ha annullato l'ordinanza per omessa motivazione misure cautelari. Ha rilevato che il Tribunale non aveva considerato le argomentazioni difensive sulla provenienza del denaro e sulla concreta attualità del pericolo di reiterazione del reato. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale di Napoli per un nuovo esame, ribadendo l'obbligo di una motivazione puntuale.
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Pericolo di Reiterazione: Arresti Domiciliari Convalidati dalla Cassazione
Un Indagato, sottoposto agli arresti domiciliari per tentato furto in abitazione, furto di un trattore ed estorsione, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e l'attualità del pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il Tribunale aveva motivato logicamente la partecipazione dell'Indagato ai fatti, basandosi su intercettazioni e sopralluoghi. Inoltre, ha ritenuto fondato il pericolo di reiterazione del reato, considerando la "pervicacia e professionalità" dell'Indagato e i suoi precedenti penali, nonostante il tempo trascorso. L'Indagato è stato condannato al pagamento delle spese.
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Custodia in Carcere: Misure Cautelari Personali e Ricorso Inammissibile
Un Lavoratore è stato arrestato per detenzione di 7 kg di cocaina, occultati nella sua auto. Il Giudice ha disposto la custodia in carcere come misura cautelare personale. Il Lavoratore ha contestato la decisione, ritenendo la motivazione insufficiente e chiedendo gli arresti domiciliari. Il Tribunale del riesame ha confermato la misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale congrua e logica, basata sulla gravità del fatto e sulla personalità del Lavoratore. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Misure cautelari: Indizi di colpevolezza confermati per associazione
Un individuo è stato sottoposto a custodia in carcere per presunta partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico di droga e spaccio. Il Tribunale del riesame ha confermato la misura per l'accusa di associazione, annullandola per lo spaccio. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di gravi indizi di colpevolezza e l'inadeguatezza della motivazione sulla misura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo la motivazione del Tribunale logica e sufficiente. Ha confermato che gli elementi raccolti costituivano validi indizi di colpevolezza per la custodia di denaro illecito. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione sulle misure cautelari verifica solo la logicità della motivazione, non una nuova valutazione dei fatti.
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Estorsione: Cassazione conferma, ricorso inammissibile contro cautelare
Un individuo, indagato per `estorsione`, aveva minacciato inquilini di immobili occupati abusivamente per ottenere il pagamento di canoni, prospettando sfratti o interruzione di utenze. Il Tribunale del riesame aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. L'indagato ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che non si possono contestare i fatti o chiedere una nuova valutazione delle prove in Cassazione, a meno di violazioni di legge o motivazioni illogiche. La Corte ha confermato la validità delle prove a carico.
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Retrodatazione termini cautelari: ricorso inammissibile in Cassazione
Un Indagato, già sottoposto a misure cautelari per reati di estorsione e usura, ha presentato ricorso contro una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il suo difensore ha sostenuto che i nuovi fatti fossero connessi a precedenti condanne e che si dovesse applicare la Retrodatazione termini cautelari, limitando la durata della misura. Ha anche contestato la sussistenza delle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la questione della Retrodatazione termini cautelari deve essere proposta ai giudici di merito (GIP o Tribunale del Riesame) e non direttamente in Cassazione, in quanto richiede valutazioni di fatto sulla connessione dei reati e sulla conoscenza degli elementi indiziari da parte del Pubblico Ministero.
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