Un uomo, trovato in possesso di nove involucri di eroina per un totale di circa sei grammi, è stato condannato per spaccio di lieve entità. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che la perquisizione domiciliare negativa e la modesta gravità del fatto dovessero essere valutate a suo favore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'assenza di ulteriori prove in casa non costituisce un elemento positivo per concedere lo sconto di pena. Inoltre, la gravità attenuata era già stata considerata per ridurre il reato. Al contrario, pesano negativamente il tentativo di fuga durante il controllo e la pendenza di altre due misure cautelari per reati simili.
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