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Misura Cautelare In Carcere

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una restrizione della libertà personale che un giudice può imporre a una persona indagata o imputata, prima di una sentenza definitiva, per specifiche esigenze (es. evitare la fuga o la reiterazione di reati).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso cautelare: confermata la detenzione per associazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un Indagato contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame, che aveva confermato una misura cautelare in carcere per reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e associazione di tipo mafioso. L'Indagato contestava la mancanza di prove sulla sua effettiva partecipazione all'associazione e l'adeguatezza della motivazione della misura. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso cautelare, ritenendo che il Tribunale del Riesame avesse fornito una motivazione logica e coerente, basata su intercettazioni e dichiarazioni, che dimostravano la piena integrazione dell'Indagato nell'organizzazione criminale e la sua propensione a delinquere. La decisione ha confermato la validità della misura.
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Misura Cautelare in Carcere: Ruolo ridotto non basta a cambiarla
Un Ricorrente, già condannato in primo grado per partecipazione a un'associazione dedita al traffico di droga, ha chiesto di sostituire la sua misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Ha sostenuto di essere solo un mero partecipante e ha presentato nuovi elementi come la sua ammissione di responsabilità e la buona condotta. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, e la Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. La Corte ha ribadito che la "doppia presunzione" di pericolosità per i reati di associazione a delinquere legati alla droga rende difficile superare la misura cautelare in carcere. Serve la prova che il soggetto abbia reciso i legami con l'organizzazione criminale per modificare la misura cautelare in carcere.
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Misura cautelare in carcere: obbligo di riesame sui fatti nuovi
L'Imputato, accusato di associazione di tipo mafioso, richiede la revoca o la sostituzione della misura cautelare in carcere. La difesa evidenzia come l'istruttoria dibattimentale e le dichiarazioni dei testimoni abbiano fortemente ridimensionato il ruolo dell'indagato, attenuando il pericolo di reiterazione del reato. Il Tribunale del riesame rigetta l'istanza, considerando tali elementi irrilevanti e riducendo la difesa al mero decorso del tempo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso difensivo e annulla il provvedimento. I giudici di legittimità ribadiscono che le misure restrittive possiedono una natura dinamica. Il magistrato ha il dovere di rivalutare globalmente il quadro cautelare alla luce dei nuovi fatti emersi a dibattimento, senza trincerarsi dietro rigide preclusioni formali.
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Custodia Cautelare: Aggravante non incide sul Calcolo Termini
L'Indagato ha impugnato un'ordinanza che rigettava la sua richiesta di dichiarare inefficace la misura cautelare in carcere, sostenendo che il calcolo dei termini massimi di fase dovesse considerare l'ordinanza iniziale che escludeva un'aggravante. Il Tribunale aveva invece ritenuto immediata l'efficacia della decisione successiva che riconosceva l'aggravante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Questo perché il rinvio a giudizio dell'Indagato aveva già fatto decorrere nuovi e autonomi termini di custodia cautelare, rendendo irrilevante la questione originaria sul Calcolo termini custodia cautelare.
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Misure cautelari: fuga e reati gravi confermano il carcere
Un imputato, già latitante e catturato in Spagna, ha contestato la sua misura cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ed estorsione. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura, evidenziando il concreto pericolo di fuga e la reiterazione del reato, dati i precedenti penali (tentato omicidio) e la sua indole violenta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la piena legittimità delle misure cautelari applicate, sottolineando la gravità dei fatti contestati e la pericolosità del soggetto. Le argomentazioni difensive, inclusa la presunta disparità di trattamento, non hanno trovato accoglimento.
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Associazione mafiosa: Cassazione conferma carcere per indizi e recidiva
Un Tribunale ha confermato la misura cautelare in carcere per un Indagato, accusato di associazione di stampo mafioso e tentata estorsione. L'Indagato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione degli indizi e la sussistenza delle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le motivazioni del Tribunale fossero logiche e coerenti, evidenziando il contributo stabile dell'Indagato all'associazione criminale e il pericolo di recidiva. L'Indagato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Misura cautelare in carcere: la detenzione non esclude il rischio di reato
Un Indagato, già detenuto per altri reati, ha contestato la misura cautelare in carcere disposta per associazione finalizzata al narcotraffico e cessione di stupefacenti. Ha sostenuto che la sua detenzione preesistente e il percorso riabilitativo in carcere escludessero il pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che lo stato di detenzione per altra causa non esclude automaticamente le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione della condotta criminosa, poiché l'ordinamento penitenziario non impedisce del tutto la possibilità di riacquistare la libertà, anche per brevi periodi.
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Misura cautelare in carcere confermata dopo la fuga
L'Indagato, accusato di concorso in rapina pluriaggravata, era fuggito all'estero rendendosi irreperibile per diversi mesi prima di essere arrestato in Croazia tramite mandato di arresto europeo. La difesa ha impugnato l'ordinanza che confermava la custodia cautelare, chiedendo la concessione degli arresti domiciliari o misure meno afflittive. La difesa sosteneva che l'arresto dimostrasse l'intenzione spontanea di rientrare in Italia, valorizzando anche l'incensuratezza formale e il risarcimento del danno alle vittime. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Indagato. I giudici hanno ritenuto pienamente legittima la misura cautelare in carcere a causa del concreto pericolo di fuga evidenziato dalla pregressa latitanza e del rischio di reiterazione del reato desumibile dai precedenti penali specifici.
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Misura cautelare in carcere valida anche per chi è già detenuto
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato la decisione del Tribunale del Riesame che aveva negato l'applicazione della misura cautelare in carcere a un indagato per furti pluriaggravati. Il giudice di merito sosteneva che l'indagato fosse già detenuto per un altro procedimento e che tale detenzione escludesse nuove esigenze di custodia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, affermando che la preesistente detenzione non impedisce di disporre una nuova misura cautelare in carcere. I diversi titoli di arresto seguono vicende autonome ed eventuali scarcerazioni nel primo procedimento lascerebbero il soggetto libero di reiterare i reati.
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Spaccio di poche dosi ma la misura cautelare in carcere resta
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare in carcere per un uomo accusato di spaccio sistematico di cocaina. L'indagato aveva richiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, sostenendo che le prove fossero insufficienti e le quantità di droga modeste. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto legittima la decisione del Tribunale del Riesame, basata su intercettazioni telefoniche che dimostravano un'attività di spaccio quotidiana, professionale e capillare sul territorio. La Suprema Corte ha chiarito che il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato giustifica pienamente la misura cautelare in carcere, respingendo il ricorso e condannando l'uomo al pagamento delle spese processuali.
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Misura cautelare in carcere: difesa respinta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la misura cautelare in carcere. L'uomo è accusato di associazione mafiosa ed estorsione aggravata. La difesa contestava la mancanza di prove concrete e l'assenza di esigenze cautelari attuali. I giudici di legittimità hanno invece chiarito che il Tribunale ha motivato in modo logico e coerente la decisione, basandosi su numerose intercettazioni che dimostrano il ruolo centrale dell'indagato nella cosca e la sua partecipazione attiva alle estorsioni. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la misura cautelare in carcere, condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Misura cautelare in carcere: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare in carcere per due soggetti indagati per detenzione di cocaina a fini di spaccio. La decisione ribadisce che il pericolo di recidiva è concreto quando supportato dal rinvenimento di materiale per il confezionamento e che la custodia in carcere è necessaria se il domicilio per gli arresti non è documentato.
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