Il caso riguarda l'esportazione illecita di beni culturali, nello specifico un antico crocifisso ligneo trasferito all'estero senza autorizzazione. Il giudice di merito aveva negato la confisca e ordinato la restituzione dell'opera ai privati, ritenendo che, dopo la riforma del 2017, l'esportazione di beni di valore inferiore a 13.500 euro non costituisse più reato se privi di eccezionale interesse culturale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dello Stato, stabilendo che anche sotto tale soglia di valore l'esportazione non è libera ma richiede una specifica procedura di controllo. Di conseguenza, l'elusione di tali controlli configura comunque l'esportazione illecita di beni culturali, rendendo obbligatoria la confisca del bene anche in presenza di prescrizione del reato.
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