La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un carcerato in regime speciale. Il soggetto si era visto trattenere una missiva perché, all'interno della busta indirizzata alla moglie, ne aveva inserita un'altra per il figlio non convivente. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, evidenziando come la normativa penitenziaria, per ragioni di sicurezza, vieti la pratica della corrispondenza detenuti 41-bis multipla in un'unica spedizione a destinatari diversi.
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