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Mendacio

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90 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Dichiarazione mendace: responsabilità civile e reato
La Corte di Cassazione chiarisce che una dichiarazione mendace sulla proprietà di beni venduti può fondare una responsabilità civile per i danni, anche in caso di assoluzione dal reato di truffa. Nel caso specifico, la vendita di gioielli a un operatore 'compro oro' con una falsa attestazione di proprietà ha indotto la Corte ad annullare la sentenza di appello limitatamente agli effetti civili, rinviando il caso per la quantificazione del risarcimento.
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Ingiusta detenzione: le bugie bloccano il risarcimento
Un uomo, assolto dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, si è visto negare il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che le menzogne e le dichiarazioni contraddittorie rese dall'imputato durante le indagini costituiscono una condotta gravemente colposa. Questo comportamento ha contribuito a creare un quadro indiziario a suo carico, causando la detenzione e precludendo di conseguenza il diritto alla riparazione economica.
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Ingiusta Detenzione: Quando la Colpa la Esclude
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego alla riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto assolto dall'accusa di tentato omicidio. La decisione si fonda sul comportamento gravemente colposo dell'individuo che, attraverso un'aggressione iniziale e dichiarazioni mendaci, ha contribuito a determinare la propria carcerazione, rendendo ininfluente la successiva assoluzione ai fini del risarcimento.
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Ingiusta detenzione: negata se c’è colpa grave
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione agli eredi di un ex sindaco, assolto da accuse di natura concussiva. La decisione si fonda sulla 'colpa grave' dell'imputato, il quale, con le sue ingerenze in appalti pubblici, l'abuso della sua posizione per fini privati e le dichiarazioni mendaci, ha contribuito in modo determinante a causare la misura cautelare a suo carico. La sentenza chiarisce che l'assoluzione non garantisce automaticamente il diritto alla riparazione.
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Riparazione ingiusta detenzione: quando è negata?
Gli eredi di un uomo, assolto dopo un periodo di arresti domiciliari, hanno richiesto un indennizzo. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il diniego è stato motivato dal fatto che l'indagato, con le sue dichiarazioni false e contraddittorie durante l'interrogatorio, ha contribuito con colpa grave a determinare la propria detenzione, creando una falsa apparenza di colpevolezza.
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Ingiusta detenzione e colpa grave: la Cassazione nega
Un ex dirigente, assolto da accuse di corruzione, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sua condotta extraprocessuale, caratterizzata da rapporti poco trasparenti e dalla volontà di celare un'operazione economica, integrava una colpa grave. Tale comportamento ha generato una falsa apparenza di illecito, giustificando la misura cautelare iniziale e precludendo il diritto al risarcimento.
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Riparazione ingiusta detenzione e colpa grave: il No
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un individuo, sebbene assolto da gravi accuse, a causa della sua condotta gravemente colposa. La sentenza stabilisce che comportamenti come mendacio, pressioni indebite e interferenze con la pubblica amministrazione, pur non costituendo reato, hanno contribuito a creare il quadro indiziario che ha portato all'arresto, escludendo così il diritto al risarcimento.
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Ingiusta detenzione: quando la condotta la esclude
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione di un uomo, assolto dall'accusa di rapina aggravata dopo 257 giorni di carcere. La decisione si fonda sulla condotta dell'indagato, che durante l'interrogatorio ha fornito una ricostruzione dei fatti confusa, illogica e smentita dai video. Secondo la Corte, tale comportamento mendace e gravemente colposo ha contribuito a indurre in errore l'autorità giudiziaria, escludendo così il diritto al risarcimento.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la custodia cautelare per un omicidio su mandato, motivato da liti civili. La decisione si basa su un quadro di gravi indizi di colpevolezza, incluse dichiarazioni, riscontri video e il mendacio dell'indagato, ritenendo superflua la discussione sull'utilizzabilità di ogni singolo atto grazie alla solidità complessiva delle prove.
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Sanzioni agevolazioni prima casa: annullate da Cassazione
Un venditore era stato ritenuto responsabile in solido per maggiori imposte dovute alla revoca delle agevolazioni prima casa, poiché l'immobile era di lusso. La Cassazione conferma la solidarietà per l'imposta, ma annulla le sanzioni. La ragione è che la legge successiva ha modificato i criteri per definire un immobile 'di lusso', rendendo irrilevante la vecchia dichiarazione su cui si basavano le sanzioni per le agevolazioni prima casa, in applicazione del principio del favor rei.
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