Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato tra tre diverse condanne definitive per associazione mafiosa, estorsione, sequestro di persona e porto d'armi, commessi tra il 2000 e il 2016. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, escludendo l'esistenza di un unico progetto criminoso originario. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per applicare il reato continuato non basta la somiglianza dei reati o la vicinanza temporale. È invece necessaria la prova che tutti i reati fossero stati pianificati fin dall'inizio nelle loro linee essenziali. Nel caso specifico, la distanza temporale di oltre quindici anni e la natura occasionale dei singoli episodi escludono un disegno unitario, configurando piuttosto una sistematica abitudine a delinquere. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese.
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