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Massa

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

comune italiano, capoluogo della provincia di Massa-Carrara in Toscana

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Progetto di divisione: contestazioni e sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che ogni contestazione relativa al progetto di divisione, inclusa quella riguardante la misura dei conguagli, impedisce la definizione del giudizio tramite ordinanza. Nel caso esaminato, un erede aveva negato un obbligo restitutorio verso la massa durante l'udienza di discussione. Tale opposizione incide direttamente sulla ripartizione dei beni e sulla determinazione dei saldi monetari. Secondo la Suprema Corte, la presenza di contestazioni impone al giudice di decidere con sentenza anziché con ordinanza ex art. 789 c.p.c., garantendo così il diritto all'appello contro la decisione di merito.
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Divisione ereditaria: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di divisione ereditaria avente ad oggetto immobili e aziende. Il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità, non avendo la ricorrente indicato con precisione quali fatti decisivi fossero stati ignorati nelle perizie tecniche. Al contrario, la Corte ha accolto il ricorso incidentale relativo alla regolamentazione delle spese legali. È stato stabilito che, in caso di riforma della sentenza di primo grado, il giudice d'appello deve ricalcolare d'ufficio le spese di entrambi i gradi di giudizio. Inoltre, nella divisione ereditaria, le spese devono gravare sulla massa ereditaria, salvo casi di ingiustificata resistenza o pretese eccessive.
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Compenso curatore fallimentare: stop al doppio ricorso
Un ex curatore ha impugnato il decreto di liquidazione del proprio compenso curatore fallimentare, contestando il mancato addebito all'erario delle somme eccedenti le disponibilità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile in virtù del principio di unità della decisione. Poiché lo stesso decreto era già stato annullato con rinvio in seguito a un precedente ricorso, la pendenza di un secondo ricorso autonomo non può essere esaminata, precludendo un nuovo giudizio di legittimità sul medesimo atto.
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Attenuante speciale tenuità: i limiti applicativi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che lamentava la mancata applicazione dell'**attenuante speciale tenuità** in un contesto di reati fallimentari. I giudici hanno stabilito che un danno di 21.000 euro non può essere considerato di lieve entità, specialmente quando l'attivo fallimentare risulta modesto e del tutto insufficiente a soddisfare i creditori. La decisione ribadisce che la valutazione sulla tenuità del danno spetta al giudice di merito e non può essere ribaltata in sede di legittimità se supportata da una motivazione logica.
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Bancarotta fraudolenta e beni in leasing
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'imprenditrice condannata per bancarotta fraudolenta patrimoniale in relazione a beni detenuti in leasing. La difesa ha sostenuto che i beni non fossero stati sottratti, ma restituiti alla società concedente dopo la risoluzione del contratto per inadempimento. La Suprema Corte ha stabilito che la restituzione di beni alla società di leasing, a seguito della risoluzione contrattuale, non integra il reato di bancarotta fraudolenta poiché non arreca pregiudizio alla massa fallimentare, annullando la sentenza con rinvio per accertare l'effettiva riconsegna dei beni.
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Divisione ereditaria: regole su sorteggio e conguaglio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una divisione ereditaria tra due fratelli, rigettando le contestazioni sulla stima dei beni e sulla deroga al sorteggio dei lotti. La ricorrente lamentava l'assegnazione diretta di un immobile al fratello senza estrazione a sorte e l'errata valutazione di alcuni terreni. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice può derogare al sorteggio se uno dei condividenti ha già il godimento pregresso di un bene. È stata inoltre dichiarata l'inammissibilità di un giuramento decisorio richiesto tardivamente in appello. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso incidentale del fratello, correggendo un errore matematico nel calcolo del conguaglio dovuto, rideterminando la somma finale previa compensazione dei crediti per le migliorie apportate agli immobili.
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Divisione ereditaria: regole per masse e immobili
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sentenza d'appello riguardante una complessa divisione ereditaria di due distinti assi patrimoniali. Il cuore della controversia riguardava la divisibilità di un fabbricato e l'interpretazione di un atto di cessione di quote. La Suprema Corte ha ribadito che la divisione ereditaria deve avvenire separatamente per ogni asse, evitando la confusione delle masse. Inoltre, ha chiarito che la valutazione sulla divisibilità tecnica di un immobile e l'interpretazione dei contratti sono compiti esclusivi del giudice di merito, non sindacabili in sede di legittimità se adeguatamente motivati.
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Divisione giudiziale: riparto di ricavi e spese legali
Il Tribunale di Milano definisce una causa di divisione giudiziale di un immobile in comproprietà. A seguito della vendita all'incanto, la sentenza stabilisce la ripartizione delle somme tra l'eredità giacente di un comproprietario, l'altro comproprietario e un creditore terzo intervenuto. Viene chiarito il principio di allocazione delle spese legali: quelle per lo scioglimento della comunione gravano sulla massa, mentre quelle relative all'intervento del creditore sono a carico del debitore secondo il principio di soccombenza.
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Spese giudizio divisione: chi paga in caso di pignoramento?
Una sentenza del Tribunale di Torino chiarisce la ripartizione delle spese nel giudizio di divisione di un immobile cointestato, scaturito da un pignoramento a carico di uno solo dei comproprietari. Il provvedimento stabilisce un doppio criterio: il debitore, per il principio di soccombenza, deve rimborsare integralmente le spese legali ai creditori che hanno agito. Le spese funzionali alla divisione (es. CTU), invece, vengono poste a carico della massa e ripartite tra tutti i comproprietari in base alle rispettive quote, poiché rispondono a un interesse comune.
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Spese consulenza tecnica: chi paga nella divisione?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di divisione immobiliare tra due fratelli, respingendo i motivi relativi all'indivisibilità del bene e alla costituzione di una servitù. Ha però accolto il ricorso sul punto cruciale delle spese di consulenza tecnica, stabilendo che queste devono essere ripartite tra tutti i condividenti in proporzione alle loro quote, poiché sostenute nell'interesse comune della massa da dividere, e non addebitate a una sola parte.
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