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Manifesta Infondatezza

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570 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per guida in stato di ebbrezza. I motivi, riguardanti il legittimo impedimento del difensore e l'inutilizzabilità del prelievo ematico, sono stati giudicati manifestamente infondati e ripetitivi di censure già respinte in appello.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. L'appello è stato ritenuto manifestamente infondato perché riproponeva censure già respinte, senza criticare adeguatamente la motivazione della sentenza impugnata. Tale decisione ha impedito la declaratoria di prescrizione del reato e ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis c.p.p., comportando per i ricorrenti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Questo caso evidenzia i limiti stringenti per impugnare un patteggiamento.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza Num. 2592 del 2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati avverso una sentenza d'appello che aveva ratificato un concordato sulla pena. La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto un accordo sulla pena, non è possibile contestare in Cassazione né la sua congruità né gli elementi che ne fanno parte, come la recidiva. Il controllo del giudice è limitato alla sola legalità della pena concordata, non alla sua opportunità.
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Inammissibilità revisione penale: i limiti del giudice
Due amministratori, condannati per truffa, hanno richiesto la revisione della sentenza presentando nuove prove. La Corte di Appello ha dichiarato la richiesta inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il giudice della revisione può effettuare una valutazione preliminare per escludere prove palesemente inidonee a sovvertire la condanna, sancendo un importante principio sull'inammissibilità della revisione penale.
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Affidamento in prova: no se fallito e reato grave
Un soggetto condannato per reati legati agli stupefacenti si è visto negare la misura alternativa dell'affidamento in prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo il ricorso inammissibile. Secondo la Corte, il fallimento di una precedente misura analoga e la gravità del nuovo reato sono elementi che prevalgono su una relazione positiva dei servizi sociali (UEPE), poiché indicano l'assenza di un reale percorso di ravvedimento.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale, ritenendo manifestamente infondati i motivi presentati. L'ordinanza conferma la decisione della Corte d'Appello sul diniego delle attenuanti generiche e sulla determinazione della pena. La pronuncia sull'inammissibilità del ricorso in Cassazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: motivi generici per droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e meramente reiterativi di argomentazioni già respinte in appello, in particolare alla luce dell'ingente quantitativo di dosi ricavabili (398,7) e della condotta violenta dell'imputato.
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Violenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di violenza a pubblico ufficiale. L'appello è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, in quanto si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio e a offrire una lettura alternativa dei fatti. La Corte ha confermato che anche la spinta di un cancello contro un agente penitenziario integra la violenza richiesta dall'art. 336 c.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, in quanto si limitava a riproporre censure già respinte e a offrire una lettura alternativa dei fatti, smentita dalla ricostruzione della sentenza impugnata che evidenziava le pericolose manovre di guida a rischio dell'incolumità pubblica.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati giudicati generici, manifestamente infondati e una mera riproposizione di argomentazioni già respinte. La Corte ha confermato la corretta valutazione dei fatti, delle lesioni subite dall'agente e della recidiva dell'imputato, condannandolo al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: motivi e termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili due ricorsi presentati contro una sentenza della Corte d'Assise d'Appello. Il primo ricorso è stato giudicato inammissibile per manifesta infondatezza, poiché la motivazione sulla negazione delle attenuanti generiche era logica e insindacabile. Il secondo ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività, essendo stato depositato oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: quando il motivo è infondato
Un soggetto, condannato per tentato furto, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.). La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, ritenendo il motivo manifestamente infondato. La decisione sottolinea che un vizio di motivazione, per essere valido, deve consistere in un contrasto logico interno alla sentenza o con massime di esperienza, presupposto non riscontrato nel caso di specie. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su spaccio di droga
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da tre individui condannati per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e manifestamente infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già rigettato le stesse censure. L'ordinanza sottolinea la corretta valutazione delle prove, la natura organizzata dell'attività illecita e la legittimità del diniego delle attenuanti generiche.
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Confisca denaro stupefacenti: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la confisca di oltre 29.000 euro trovati insieme a 40 kg di sostanze illecite. La decisione si fonda sulla manifesta sproporzione della somma e sulla totale assenza di giustificazioni sulla sua provenienza lecita, confermando il principio per cui la confisca di denaro legato a stupefacenti è legittima senza prova contraria.
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Ricorso inammissibile per spaccio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90). L'inammissibilità deriva da due ragioni: il motivo del ricorso, relativo alla responsabilità, non era stato sollevato nel precedente grado di appello, e la condotta illecita era stata chiaramente provata dall'osservazione di due tossicodipendenti e dal sequestro di 23 dosi di eroina, rendendo il ricorso manifestamente infondato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Oltraggio a magistrato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per oltraggio a magistrato. Il ricorso è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, in quanto si limitava a ripetere censure già respinte nel precedente grado di giudizio. La Corte ha confermato la responsabilità dell'imputato, sottolineando la sua condotta oppositiva e la consapevolezza dell'offesa, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per spaccio di lieve entità. I motivi sono stati giudicati generici, meramente ripetitivi di censure già respinte, e la richiesta di pene sostitutive è risultata tardiva. La condanna si basava su prove solide come accertamenti di polizia, dichiarazioni e materiale per il confezionamento delle dosi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Spaccio di lieve entità: quando è escluso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre individui contro una condanna per spaccio. La Corte ha confermato che non si può parlare di spaccio di lieve entità quando l'attività illecita è caratterizzata da modalità organizzate, continuità nel tempo, quantitativi rilevanti e un elevato grado di purezza della sostanza, nel caso specifico cocaina.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, proposto da due soggetti che contestavano la qualificazione del reato e la confisca di denaro. La Corte ha chiarito che, nell'ambito del ricorso patteggiamento, la qualificazione giuridica concordata tra le parti può essere messa in discussione solo se palesemente eccentrica o frutto di un errore manifesto, condizioni non riscontrate nel caso di specie. Anche la confisca è stata ritenuta legittima in quanto il denaro costituiva profitto del reato contestato.
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