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Mandato Di Arresto Europeo (M.A.E.)

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37 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato di arresto europeo e rifiuto di consegna
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna alle autorità tedesche, richiesta tramite mandato di arresto europeo per reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte ha stabilito che la commissione parziale del reato in Italia e la residenza nel Paese da meno di cinque anni non costituiscono motivi sufficienti per rifiutare la consegna, specialmente quando l'evento principale del reato si è verificato nello Stato richiedente e non vi sono procedimenti penali pendenti in Italia per gli stessi fatti.
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Mandato di arresto europeo e vita familiare: la guida
Un cittadino straniero, colpito da mandato di arresto europeo emesso dalla Germania, ricorre in Cassazione lamentando la violazione del suo diritto alla vita familiare in Italia. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la consegna per il processo ma stabilendo che l'eventuale pena sia scontata in Italia. La decisione applica le nuove tutele per gli stranieri radicati nel territorio, bilanciando cooperazione giudiziaria e diritti fondamentali.
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Mandato di arresto europeo: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un mandato di arresto europeo. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito delle riforme, il ricorso non può più basarsi su vizi di motivazione né sulla presunta assenza di gravi indizi di colpevolezza, requisito ormai eliminato dalla normativa. Il controllo del giudice italiano è limitato alla regolarità formale del mandato e non si estende al merito delle accuse.
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Riconoscimento sentenza straniera: limiti e poteri
Un cittadino rumeno, condannato in patria per reati fiscali, ha ottenuto l'esecuzione della pena in Italia a seguito del rifiuto di consegna. La Corte di Appello ha ridotto la pena da oltre 13 anni a 9 anni per adeguarla all'ordinamento italiano. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la correttezza della procedura di adattamento. La sentenza chiarisce i principi del riconoscimento sentenza straniera, sottolineando il potere del giudice nazionale di rimodulare la sanzione nel rispetto dei limiti italiani.
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Ricorso mandato arresto europeo: i termini perentori
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la consegna in base a un mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine perentorio di cinque giorni stabilito dalla legge, sottolineando l'urgenza di tali procedure.
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Estensione estradizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che contestava la legittimità della procedura di estensione estradizione. L'imputato, inizialmente estradato per omicidio e poi assolto, era stato processato per associazione mafiosa grazie a un'estensione dell'estradizione. La Corte ha stabilito che ogni violazione del principio di specialità deve essere sollevata durante il processo di cognizione e non in fase di esecuzione della pena, quando la sentenza è ormai definitiva. La questione, peraltro, era già stata vagliata in precedenti gradi di giudizio, rendendo il ricorso tardivo e inammissibile.
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Mandato di arresto europeo: quando l’Italia rifiuta?
Un uomo, accusato di far parte di un'associazione a delinquere per la contraffazione di vini di lusso, si oppone alla consegna alla Francia tramite un mandato di arresto europeo. Sostiene che i reati siano stati commessi in Italia e che esista un procedimento penale parallelo. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che per rifiutare la consegna non basta la mera giurisdizione italiana, ma serve la prova di un procedimento penale in corso per gli stessi fatti, che in questo caso mancava.
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Mandato di arresto europeo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che concedeva la consegna di un soggetto alle autorità austriache in esecuzione di un mandato di arresto europeo per reati di truffa. La Corte ha chiarito che il ricorso per cassazione non può basarsi su vizi di motivazione e ha respinto i motivi relativi alla territorialità del reato, alla proporzionalità, alla completezza del mandato e al principio di specialità, confermando la decisione di consegna.
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Mandato di arresto europeo: sconto pena in Italia
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che negava la condizione di scontare la pena in Italia per un cittadino oggetto di un mandato di arresto europeo di tipo 'processuale'. La Suprema Corte ha stabilito che la consegna deve essere subordinata alla condizione che l'imputato, dopo il processo all'estero, sia rinviato in Italia per espiare l'eventuale condanna, in conformità con i principi di reinserimento sociale sanciti dalla Costituzione.
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Mandato Arresto Europeo: i dettagli necessari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina albanese contro la sua consegna al Belgio, richiesta tramite un Mandato Arresto Europeo per narcotraffico e altri reati. Il ricorso lamentava la genericità delle accuse. La Corte ha stabilito che, a seguito delle riforme del 2021, il mandato non deve più contenere 'gravi indizi di colpevolezza' ma solo una descrizione delle circostanze del reato (luogo, tempo, partecipazione), ritenendo sufficienti le informazioni fornite nel caso specifico.
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Mandato di arresto europeo: la doppia punibilità
Un cittadino romeno si opponeva alla consegna alle autorità del suo paese, richiesta con un mandato di arresto europeo per l'esecuzione di una pena. I motivi del ricorso erano due: la presunta mancanza del requisito della doppia punibilità per il reato di fuga dal luogo dell'incidente e il rischio di trattamenti inumani nelle carceri rumene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per la doppia punibilità è sufficiente che il fatto concreto sia reato in entrambi gli ordinamenti, non essendo necessaria una perfetta coincidenza delle norme. Inoltre, ha ritenuto sufficienti le garanzie fornite dalle autorità rumene sulle condizioni di detenzione.
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Pericolo di fuga: EAW e valutazione del giudice
Un cittadino rumeno, destinatario di un mandato di arresto europeo, si opponeva alla custodia cautelare in carcere disposta in Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il concreto pericolo di fuga può essere desunto dall'essersi trasferito all'estero dopo una condanna di primo grado. Tale comportamento prevale su altri elementi, come la presenza di familiari nel nuovo Paese, ai fini della valutazione del rischio che l'imputato si sottragga alla giustizia.
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Ricorso mandato arresto europeo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso mandato arresto europeo presentato oltre il termine di cinque giorni. La sentenza chiarisce che i motivi di appello sono limitati a vizi di legge, escludendo censure sulla valutazione di merito delle condizioni detentive dello Stato richiedente.
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Termine perentorio impugnazione: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un mandato d'arresto europeo. La ragione è il mancato rispetto del termine perentorio di cinque giorni per l'impugnazione, previsto dalla legge. Il ricorso è stato depositato quattro giorni dopo la scadenza, rendendo la decisione della Corte d'Appello definitiva senza un esame nel merito delle questioni sollevate dalla difesa.
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Mandato di Arresto Europeo: Limiti e Annullamento
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo, evidenziando che non può essere utilizzato per scopi meramente investigativi. La decisione sottolinea l'importanza del principio di proporzionalità e la necessità di valutare alternative meno invasive, come l'Ordine Europeo di Indagine. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per ottenere chiarimenti indispensabili dallo Stato emittente.
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Consegna e straniero residente: il reinvio in Italia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36351/2019, ha stabilito un principio fondamentale in materia di Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.). Il caso riguardava la richiesta di consegna da parte della Spagna di un cittadino senegalese, da lungo tempo residente in Italia, per un reato di traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della consegna, ma ha annullato la sentenza d'appello nella parte in cui ometteva di condizionare la consegna al reinvio della persona in Italia per l'espiazione dell'eventuale pena. È stato chiarito che la nozione di 'straniero residente' non si basa sulla mera residenza anagrafica, ma su un effettivo e dimostrabile 'radicamento' sociale, familiare ed economico nel territorio nazionale. La Corte ha quindi disposto d'ufficio tale condizione, affermando il proprio potere di correggere la decisione senza necessità di un nuovo giudizio d'appello.
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Mandato di arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alla Romania, richiesta tramite mandato di arresto europeo per l'esecuzione di una condanna per tentato omicidio. Il caso verteva sul rischio di trattamenti inumani a causa delle condizioni carcerarie rumene. La Corte ha ritenuto sufficienti le garanzie specifiche fornite dalle autorità rumene riguardo allo spazio individuale minimo in cella e alle condizioni di detenzione, escludendo un pericolo concreto e attuale per il soggetto richiesto e confermando la legittimità della consegna.
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