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Magistrato Di Sorveglianza

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632 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revoca detenzione domiciliare: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di revoca della detenzione domiciliare nei confronti di un soggetto che aveva violato le prescrizioni della misura. Le violazioni consistevano in comportamenti intimidatori e violenti, come aver aizzato i propri cani contro terzi e aver bloccato un accesso con delle transenne. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, confermando che tali condotte dimostrano l'inaffidabilità del condannato e giustificano il ripristino della detenzione in carcere, condannandolo inoltre al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione straniero detenuto: quando è obbligatoria
Un cittadino straniero, condannato a una pena inferiore a due anni, ha presentato ricorso contro il provvedimento di espulsione emesso come misura alternativa alla detenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'espulsione dello straniero detenuto è una misura obbligatoria e non discrezionale quando sussistono i presupposti di legge, come la durata della pena da scontare e l'assenza di stretti legami familiari in Italia. La decisione mira a ridurre il sovraffollamento carcerario.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La Corte ribadisce che, dopo la riforma del 2017, è obbligatoria la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna a spese e sanzione pecuniaria.
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Revoca affidamento in prova: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca dell'affidamento in prova per un soggetto che, pur svolgendo attività lavorativa e di volontariato, aveva commesso plurime e gravi violazioni delle prescrizioni. La sentenza sottolinea che il comportamento del condannato, ritenuto incompatibile con la prosecuzione della misura, è l'elemento decisivo per la valutazione del giudice. La Corte ha inoltre chiarito la natura non rinunciabile di specifici termini procedurali, considerandoli posti a garanzia del corretto funzionamento del sistema e non nella disponibilità delle parti.
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Regime 41-bis: no a scambi e socialità in cella
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41-bis. La Corte ha stabilito che l'ora d'aria non può essere sostituita con l'ora di socialità, poiché hanno finalità diverse e non fungibili (salute vs. risocializzazione). È stato inoltre confermato il divieto di consegnare oggetti, come dolciumi, ai familiari adulti durante i colloqui, in linea con le rigide norme del 'carcere duro'. Infine, per la restituzione di beni personali da un altro istituto, è necessaria una formale istanza da parte del detenuto.
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Calcolo residuo pena: l’errore che può costare caro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità per l'affidamento in prova ai servizi sociali, basata su un errato calcolo del residuo pena. Il giudice di sorveglianza non aveva considerato la liberazione anticipata e la rideterminazione della pena per continuazione, che avevano ridotto il fine pena al di sotto della soglia di legge di quattro anni. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione basata sul computo corretto.
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Competenza misure di sicurezza: chi decide?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra un Tribunale e un Magistrato di Sorveglianza. La sentenza stabilisce che la competenza per le misure di sicurezza personali spetta in via funzionale ed esclusiva alla magistratura di sorveglianza. Questa decisione chiarisce che, in materia di esecuzione di misure come la libertà vigilata, la competenza specialistica del Magistrato di Sorveglianza prevale sulla regola generale che individua come competente il giudice che ha emesso la sentenza.
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Impugnazione provvedimento provvisorio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione di un provvedimento provvisorio emesso dal Magistrato di Sorveglianza in materia di detenzione domiciliare. La decisione si fonda sulla natura interinale dell'atto, che non può essere oggetto di ricorso per cassazione, a differenza del provvedimento definitivo del Tribunale di Sorveglianza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Opposizione decreto espulsione: termini per i motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino extracomunitario avverso un provvedimento di espulsione. La Corte ha chiarito che l'opposizione a un decreto di espulsione, pur potendo essere presentata inizialmente senza motivi, richiede che questi vengano formulati successivamente entro i termini e con le forme previste per le impugnazioni in generale. La mancata presentazione dei motivi nei tempi prescritti rende l'opposizione inammissibile, senza che la fissazione di un'udienza possa sanare tale vizio.
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Competenza magistrato sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra diversi Magistrati di sorveglianza in merito a una richiesta di rateizzazione della pena pecuniaria. La Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al magistrato del luogo in cui il condannato si trovava detenuto al momento della presentazione della richiesta, indipendentemente da successivi trasferimenti. Nel caso specifico, è stato dichiarato competente il Magistrato di sorveglianza di Viterbo, poiché il richiedente era nel carcere di Rieti al momento della domanda.
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Competenza giudice risarcimento detenuti: la Cassazione
Un detenuto condannato all'ergastolo chiede un risarcimento per condizioni di detenzione inumane. Nasce un conflitto tra giudice civile e magistrato di sorveglianza. La Cassazione chiarisce la questione sulla competenza del giudice per il risarcimento detenuti: il ricorso per regolamento di competenza è inammissibile e la competenza spetta al magistrato di sorveglianza, anche per il solo ristoro economico.
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