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Lucro Cessante

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400 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Onere della prova nel fallimento: no danni senza prove
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società che chiedeva l'ammissione al passivo di un fallimento per un ingente credito. La decisione sottolinea che l'onere della prova grava interamente sul creditore, che deve dimostrare non solo l'esistenza del suo diritto ma anche ogni singola voce di danno, sia come perdita subita che come mancato guadagno. Senza una prova rigorosa, il giudice non può concedere il risarcimento, neanche tramite una valutazione equitativa. La Corte ribadisce di non poter riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Danno da condominio: il condomino deve pagare?
Una società di costruzioni, proprietaria di alcuni locali, ha subito un danno da condominio a causa di infiltrazioni provenienti da terrazze a uso esclusivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel dichiarare inammissibile, per genericità, la richiesta della società di essere esonerata dal contribuire alle spese di riparazione. La sentenza ha chiarito che il condomino danneggiato assume la posizione di terzo rispetto al condominio e ha diritto al risarcimento, ma la questione del suo obbligo di contribuire pro quota alle spese merita un esame approfondito, non una declaratoria di inammissibilità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Risarcimento danno diritto d’autore: i criteri
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul risarcimento danno diritto d'autore in un caso di distribuzione non autorizzata di DVD. Una società distributrice ha citato in giudizio un grande gruppo editoriale per aver commercializzato opere senza una valida licenza. La Corte ha confermato la liquidazione del danno basata sul criterio del "prezzo del consenso", ovvero il compenso che sarebbe stato pattuito per una licenza. Ha rigettato la richiesta di un risarcimento maggiore, basato sulla retroversione degli utili dell'autore della violazione, poiché la società danneggiata non aveva fornito prova di aver subito un mancato guadagno (lucro cessante) specifico.
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Indennità di esproprio: valore e vincoli paesaggistici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i criteri per il calcolo dell'indennità di esproprio in caso di 'acquisizione sanante' di un terreno privato da parte di un ente pubblico. Il caso riguardava un'area soggetta a vincoli paesaggistici, trasformata in parcheggio a pagamento dal Comune. La Corte ha stabilito che la valutazione del bene deve basarsi sul suo valore venale, tenendo conto delle possibilità di sfruttamento economico legali che aveva il proprietario privato, e non sulla redditività generata dall'uso pubblico successivo all'occupazione illegittima. È stato quindi confermato il rigetto della richiesta di un'indennità maggiore basata sui profitti del parcheggio, poiché il privato non avrebbe potuto realizzare tale opera a causa dei vincoli urbanistici.
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Equa soddisfazione CEDU: preclude ulteriori risarcimenti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la liquidazione dell'equa soddisfazione da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha un effetto preclusivo (giudicato) su una successiva domanda di risarcimento proposta dinanzi al giudice nazionale per i medesimi danni. Nel caso di specie, una società immobiliare, dopo aver ottenuto una condanna dello Stato italiano e un indennizzo dalla CEDU per l'illegittima confisca di un complesso edilizio, ha agito in sede civile contro le amministrazioni pubbliche per ottenere un ulteriore risarcimento. La Cassazione ha accolto il ricorso delle amministrazioni, affermando che la Corte EDU aveva già esaminato, accolto o rigettato, tutte le voci di danno, impedendo così una nuova valutazione da parte del giudice italiano.
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Risarcimento danni CEDU: limiti al giudice nazionale
La Corte di Cassazione affronta il tema del risarcimento danni CEDU, stabilendo che la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sull'equa soddisfazione ha un effetto preclusivo (giudicato sovranazionale). Una società, dopo aver ottenuto un indennizzo dalla CEDU per l'illegittima confisca di un complesso immobiliare, aveva chiesto un ulteriore risarcimento in sede nazionale. La Cassazione ha annullato la decisione di merito, affermando che il giudice italiano non può riesaminare le voci di danno, sia quelle accolte sia quelle rigettate, già decise dalla corte di Strasburgo, in quanto tale valutazione violerebbe il giudicato.
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Riparto di giurisdizione: PA e danni da opere pubbliche
A seguito di un'alluvione, una discarica pubblica crolla, causando ingenti danni a proprietà private. I proprietari citano in giudizio la Regione e il Comune per il risarcimento. Il caso giunge in Cassazione, che si trova a dover decidere la complessa questione del riparto di giurisdizione: la competenza è del giudice ordinario, in quanto si tratta di un comportamento illecito, o del giudice amministrativo, poiché il danno deriva da atti autoritativi della PA come la scelta del sito e l'approvazione del progetto? Data la complessità e i precedenti non univoci, la Corte ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite.
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Danno da perdita parentale: il concorso di colpa
La Corte d'Appello si pronuncia su un caso di risarcimento per la morte di un passeggero in un incidente stradale. La sentenza riforma parzialmente la decisione di primo grado, riconoscendo il diritto dei familiari al risarcimento del danno da perdita parentale. Tuttavia, l'importo viene ridotto del 50% a causa del concorso di colpa della vittima, che presumibilmente non indossava la cintura di sicurezza. La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di risarcimento per lucro cessante per mancanza di prove adeguate.
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Opera d’arte non autentica: il risarcimento del danno
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una vendita di un'opera d'arte non autentica. La sentenza conferma che l'acquirente ha diritto non solo alla restituzione del prezzo, ma anche al risarcimento del danno per il mancato apprezzamento di valore dell'opera (lucro cessante). Tale danno è stato ritenuto prevedibile per un venditore professionista del settore, che ha l'onere di garantire l'autenticità promessa.
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Vizio della fornitura: risarcimento e riduzione prezzo
Una sentenza analizza un caso di vizio della fornitura di calzature, dove l'acquirente contestava difetti a un modello specifico. Il Tribunale, qualificando il rapporto come appalto e non vendita, ha riconosciuto un difetto parziale, accordando una riduzione del prezzo solo sulla parte di merce difettosa. Ha inoltre concesso un risarcimento per il danno reputazionale liquidato in via equitativa, ma ha respinto la richiesta di risarcimento per lucro cessante per mancanza di prove adeguate. La decisione finale bilancia il diritto del fornitore al pagamento con il diritto dell'acquirente a un prodotto conforme, operando una compensazione tra i rispettivi crediti.
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Pirateria software: condanna e risarcimento del danno
Una società produttrice di software ha citato in giudizio un'azienda e il suo legale rappresentante per l'utilizzo di un programma CAD senza licenza. Il Tribunale di Milano ha accertato la violazione del diritto d'autore, basandosi anche su prove raccolte dalla Guardia di Finanza in un precedente procedimento penale. Ha condannato i convenuti in solido al risarcimento del danno patrimoniale, quantificato nel costo di mercato delle licenze, e del danno non patrimoniale, oltre alla rimozione del software illecito. La sentenza ha confermato la responsabilità personale dell'amministratore, sottolineando il suo dovere di vigilanza contro la pirateria software.
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Inadempimento contrattuale fornitore: guida pratica
Un fornitore non ha consegnato la documentazione essenziale per un'attrezzatura ludica e non ha corretto i vizi presenti. L'acquirente ha quindi sospeso i pagamenti. La Corte d'Appello ha confermato l'inadempimento contrattuale del fornitore, ricalcolando il danno a favore del cliente. Ha però negato il risarcimento per la maggiore IVA versata, ritenendola un costo neutro per l'impresa. La sospensione dei pagamenti da parte del cliente è stata giudicata legittima.
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Risarcimento danni indiretti: limiti e prova del nesso
Un'impresa richiede a un'assicurazione un ingente risarcimento per il proprio tracollo finanziario, attribuendolo al mancato indennizzo per un furto. Il Tribunale di Milano respinge la domanda: il diritto all'indennizzo diretto era prescritto, mentre per il risarcimento danni indiretti mancavano i requisiti di prevedibilità e del nesso causale tra il mancato pagamento e il dissesto aziendale.
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Aliud Pro Alio: immobile senza agibilità e danno
Una società acquista un immobile tramite leasing, scoprendo poi che difformità insanabili impediscono il rilascio del certificato di agibilità. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la fattispecie di 'aliud pro alio' (consegna di una cosa per un'altra), ha respinto la richiesta di risarcimento. La motivazione risiede nella mancata prova da parte dell'acquirente di un danno economico concreto e direttamente collegato al difetto, dato che l'immobile era stato comunque utilizzato e il contratto di leasing si era risolto per morosità dell'utilizzatore.
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Sospensione Esecutiva: Istanza Infondata e Sanzioni
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto una richiesta di sospensione esecutiva di una sentenza non definitiva. Il caso di origine riguardava un sinistro stradale con la condanna dei genitori di un minore a risarcire i danni. Gli appellanti avevano chiesto la sospensione per grave pregiudizio, ma la Corte ha ritenuto l'istanza manifestamente infondata, condannandoli al pagamento di una sanzione pecuniaria. La decisione chiarisce i presupposti per la sospensione esecutiva e le conseguenze di un suo uso strumentale.
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Permesso di costruire: responsabilità del Comune
Un'impresa edile ha subito danni a causa dell'annullamento di un permesso di costruire illegittimo. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del Comune, ma ha ridotto il risarcimento del 50% per concorso di colpa dell'impresa, che avrebbe dovuto verificare la legittimità del titolo. La compagnia di assicurazioni del Comune è stata condannata a manlevare l'ente.
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Blocco IMEI illegittimo: quando è risarcibile?
Una società telefonica ha effettuato un blocco IMEI illegittimo su cellulari di proprietà di un'azienda cliente, a causa di un presunto debito. Il Tribunale ha condannato la società a rimborsare la somma pagata per lo sblocco, ma ha respinto la richiesta di risarcimento danni per mancanza di prove adeguate. La sentenza chiarisce che il blocco di dispositivi di proprietà altrui non è uno strumento legittimo per il recupero crediti.
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Concorso di colpa: pedone e scooter 50% responsabili
Un pedone, investito da uno scooter mentre attraversava con il semaforo rosso, era stato ritenuto unico responsabile in primo grado. La Corte d'Appello ha riformato la decisione, stabilendo un concorso di colpa al 50%. La Corte ha ritenuto che, nonostante l'imprudenza del pedone, il conducente del motociclo non avesse adottato la massima cautela richiesta dalle trafficate condizioni stradali, non superando così la presunzione di responsabilità a suo carico.
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Occupazione senza Titolo: Danno non Presunto
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di occupazione senza titolo di un immobile demaniale. Pur confermando la proprietà dello Stato sulla base di una precedente sentenza passata in giudicato, la Corte ha riformato la decisione di primo grado, negando il diritto al risarcimento per l'occupazione. La motivazione chiave è che il proprietario, in questo caso lo Stato, non ha fornito la prova di un danno concreto ed effettivo (danno emergente o lucro cessante) derivante dalla mancata disponibilità del bene, che peraltro versava in stato di abbandono. La sentenza stabilisce che il danno da occupazione senza titolo non è automatico ma deve essere specificamente allegato e provato.
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Divulgazione disegno comunitario: quando è nullo?
Un'azienda di design italiana ha citato in giudizio un colosso tecnologico globale, sostenendo che la sua matita digitale violasse il design registrato della loro innovativa matita in grafite. La parte convenuta ha risposto con una domanda riconvenzionale, argomentando che il design della parte attrice fosse nullo a causa di una "predivulgazione" avvenuta durante eventi e sui social media più di un anno prima del deposito della registrazione. Il Tribunale di Venezia ha accolto la tesi, dichiarando il disegno comunitario nullo per mancanza di novità. Di conseguenza, tutte le pretese di violazione, diritto d'autore e concorrenza sleale sono state respinte. Il caso evidenzia l'importanza cruciale di una registrazione tempestiva a seguito di qualsiasi divulgazione del disegno comunitario.
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