La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società di costruzioni che, dopo aver aderito a un condono tributario nel 2002 su invito del concessionario, si era vista recapitare un diniego tardivo dall'Agenzia delle Entrate. Mentre la causa pendeva in Cassazione, la società ha richiesto l'accesso alle nuove definizioni agevolate del 2018 e del 2022. L'Agenzia ha negato l'accesso invocando il divieto di 'condono di condono'. La Suprema Corte ha però accolto il ricorso della società, stabilendo che se la lite riguarda la legittimità dell'istanza o l'interpretazione delle norme, e non il mero calcolo delle somme, il nuovo condono tributario è pienamente applicabile.
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