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Licenziamento Giusta Causa

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Licenziamento giusta causa: onere della prova datoriale
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di un licenziamento per giusta causa per 'radicale insussistenza dei fatti' contestati a un addetto alla cassa. L'ordinanza ribadisce che il giudizio di legittimità non può rivalutare le prove e precisa l'onere del datore di lavoro di allegare circostanze specifiche per la riduzione del risarcimento del danno (cd. aliunde perceptum). La mancanza di prove solide e di contestazioni precise rende illegittimo il recesso e comporta la reintegrazione del lavoratore.
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Licenziamento giusta causa per violazione sicurezza
Un caposquadra viene licenziato per gravi violazioni della sicurezza sul lavoro e per aver falsamente attestato il rispetto delle norme in un verbale. La Corte di Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa, sottolineando che la condotta del lavoratore, aggravata dal suo ruolo di responsabilità e dalla falsa attestazione, ha irrimediabilmente compromesso il vincolo fiduciario con il datore di lavoro. La sentenza chiarisce anche la validità di una contestazione disciplinare che richiama documenti noti al dipendente.
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Licenziamento giusta causa: condotta extra-lavorativa
Un lavoratore, impiegato come operatore alla manutenzione di infrastrutture ferroviarie, è stato licenziato per giusta causa dopo aver minacciato di far esplodere la propria abitazione e aver aggredito gli agenti di polizia. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, stabilendo che una condotta extra-lavorativa di tale gravità compromette irrimediabilmente il rapporto di fiducia, soprattutto in relazione a mansioni che implicano la sicurezza. Il licenziamento per giusta causa è stato ritenuto proporzionato alla gravità del singolo episodio, che proiettava un serio dubbio sull'affidabilità futura del dipendente.
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Licenziamento giusta causa: la prassi illecita non salva
Con la sentenza n. 34456 del 24/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. Lavoro, ha stabilito che la partecipazione di un lavoratore a una prassi aziendale illecita diffusa non attenua la gravità della sua condotta ai fini del licenziamento per giusta causa. Nel caso esaminato, un quadro responsabile della qualità aveva attivamente contribuito a falsificare i dati sulla qualità del servizio. La Corte ha ritenuto che tale comportamento, soprattutto data la posizione di responsabilità, leda irrimediabilmente il vincolo fiduciario, rendendo irrilevante la circostanza che tale pratica fosse diffusa in azienda e legittimando il licenziamento per giusta causa.
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