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Liberazione Del Fideiussore

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
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Liberazione del fideiussore: la Cassazione chiarisce
Una garante per un finanziamento aziendale si è opposta a un decreto ingiuntivo, invocando tassi usurari e la propria liberazione ai sensi dell'art. 1956 c.c. a seguito dell'accollo del debito da parte di un terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la **liberazione del fideiussore** non opera se il contratto di finanziamento originario prevedeva espressamente tale possibilità di accollo senza un nuovo assenso. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali sulla prova della cessione del credito e sulla presunta motivazione apparente relativa al calcolo del TAEG.
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Liberazione fideiussore: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione respinge il ricorso di una società di gestione crediti, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva ritenuto tempestiva un'opposizione a decreto ingiuntivo, nonostante un ritardo nella notifica, e aveva accolto la tesi della liberazione del fideiussore. La Banca, concedendo nuovo credito a una società debitrice pur consapevole del suo peggioramento finanziario e senza informare la garante (ex coniuge dell'amministratore), ha violato l'art. 1956 c.c., liberandola dall'obbligazione.
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Liberazione del fideiussore: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante che chiedeva la liberazione del fideiussore. La Corte ha stabilito che, avendo il garante autorizzato ripetutamente i nuovi finanziamenti concessi alla società debitrice di cui era anche amministratore, non poteva invocare l'art. 1956 c.c. Inoltre, è stata ribadita l'irrilevanza della cosiddetta usura sopravvenuta ai fini della validità del contratto.
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