La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35926/2025, ha rigettato il ricorso di un detenuto a cui era stata negata la liberazione anticipata. La Corte ha stabilito che le violazioni commesse durante l'affidamento in prova, che hanno portato alla revoca della misura, dimostrano una mancata partecipazione all'opera di rieducazione. Questo giustifica il diniego del beneficio, anche se la revoca non ha avuto effetto retroattivo e la pena fino a un certo punto è stata considerata espiata.
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