La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di liberazione anticipata. Con la sentenza n. 44485/2024, ha chiarito che, in presenza di un reato continuato, il periodo di detenzione già scontato per una delle condanne unificate deve essere considerato ai fini della concessione del beneficio. Questo perché la continuazione crea un'unica pena complessiva (unicum), rendendo irrilevante la distinzione formale tra i diversi titoli esecutivi. La Corte ha quindi annullato il provvedimento di un Tribunale di sorveglianza che aveva negato il beneficio, rinviando per un nuovo esame.
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