Il Detenuto ha richiesto la liberazione anticipata per il periodo di detenzione compreso tra il 2016 e il 2018. Il Tribunale di Sorveglianza ha negato il beneficio per due specifici intervalli temporali a causa di gravi violazioni disciplinari commesse in carcere. Il Detenuto ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando un difetto di motivazione sulla gravità di tali condotte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il Tribunale ha motivato la decisione in modo logico e dettagliato, indicando con precisione le trasgressioni commesse. La Cassazione non può rivalutare i fatti già esaminati nel merito, ma deve solo verificare la correttezza logica della decisione. Di conseguenza, il Detenuto perde il ricorso, non ottiene lo sconto di pena e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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