La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di lesioni e minaccia a carico di un'imputata, rigettando il ricorso basato sulla presunta **Prescrizione del reato**. La difesa sosteneva che il termine fosse maturato prima della sentenza d'appello, ma il calcolo corretto, includendo 84 giorni di sospensione legati all'emergenza sanitaria del 2020, ha dimostrato che l'estinzione del reato è avvenuta solo successivamente alla decisione di secondo grado. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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