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Lesioni Personali Gravissime

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una categoria di lesioni personali che, secondo il codice penale, comporta conseguenze particolarmente gravi, come una malattia certamente o probabilmente insanabile, la perdita di un senso, di un arto, o la perdita di un organo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lesioni personali gravissime: gelosia e futili motivi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo responsabile del reato di lesioni personali gravissime pluriaggravate. L'imputato, spinto da un impulso di gelosia a seguito di un diverbio verbale, ha inseguito e aggredito violentemente la vittima in fuga, superando i tentativi dei familiari di bloccarlo e provocando la rovinosa caduta della persona offesa. I giudici hanno respinto la tesi difensiva secondo cui la gelosia escluderebbe i futili motivi e la crudeltà. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sancendo la piena sussistenza delle aggravanti per l'enorme sproporzione tra stimolo e reazione e per la feroce insistenza della condotta violenta. Il ricorrente deve versare le spese legali e una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Lesioni personali gravissime: prescrizione esclusa e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per il reato di lesioni personali gravissime ai danni di una vittima. I ricorrenti invocavano l'avvenuta prescrizione del reato e contestavano la ricostruzione dei fatti e il trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha chiarito che per le lesioni personali gravissime il termine minimo di prescrizione è di dodici anni, escludendo quindi l'estinzione del reato. Ha inoltre giudicato inammissibili le altre contestazioni poiché generiche e relative a valutazioni di merito non consentite in sede di legittimità. Di conseguenza, i ricorsi sono stati rigettati con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Lesioni personali gravissime: inutile incolpare il passato
L'Imputato è stato condannato per il reato di lesioni personali gravissime dopo aver colpito alla testa La Vittima con un oggetto contundente, causandogli una grave emiparesi. L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la mancata valutazione di una memoria difensiva con cui richiedeva l'acquisizione di cartelle cliniche INAIL per dimostrare menomazioni pregresse della vittima e contestare il nesso causale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che l'omessa valutazione di una memoria non comporta nullità e che la richiesta probatoria era generica ed esplorativa, mentre la responsabilità dell'aggressore e la gravità del danno erano già state ampiamente accertate tramite perizia medica e testimonianze.
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Lesioni personali gravissime: condanna per una spinta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di lesioni personali gravissime a carico di un uomo che, durante un litigio, ha spinto violentemente un'altra persona, causandone la caduta e una grave lesione midollare. L'imputato sosteneva che le lesioni fossero derivate dalla sua successiva caduta accidentale sopra la vittima e che il reato fosse ormai prescritto. I giudici hanno invece stabilito che la spinta iniziale è la causa diretta del danno e che l'imputato, spingendo una persona in stato di ebbrezza, ha accettato il rischio di provocare gravi conseguenze fisiche (dolo eventuale). Inoltre, l'inammissibilità del ricorso ha impedito la dichiarazione di prescrizione del reato.
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Perdita della milza: lesione grave o gravissima?
A seguito di un'aggressione che ha causato l'asportazione della milza alla vittima, la Corte di Cassazione interviene per qualificare il reato. La Corte d'Appello aveva derubricato l'accusa da lesioni gravissime a gravi, ritenendo la perdita della milza un semplice indebolimento permanente. La Cassazione, accogliendo il ricorso del Procuratore Generale, ha annullato tale decisione. Ha stabilito che la perdita della milza costituisce una 'perdita di un organo', integrando così l'ipotesi più grave di lesione personale gravissima, a prescindere dalla capacità di altri organi di compensarne le funzioni. La Corte ha anche rigettato il ricorso degli imputati, confermando la condanna per porto abusivo di armi improprie.
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