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Lesioni Colpose

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68 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità proprietario cane: Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna, confermando la sua condanna per le lesioni causate dal morso del suo cane. La sentenza chiarisce la piena responsabilità del proprietario del cane che non adotta le dovute cautele e definisce i precisi limiti procedurali del ricorso per cassazione per i reati di competenza del Giudice di Pace.
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Remissione di querela: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per lesioni colpose. La decisione è stata presa a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa e della relativa accettazione da parte dell'imputato, atti che hanno determinato l'estinzione del reato. Le spese processuali sono state poste a carico della parte querelata, come previsto dalla legge in assenza di diverso accordo.
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Responsabilità proprietario: lesioni da crollo intonaco
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per un proprietario di immobile, accusato di lesioni colpose a seguito del crollo di un intonaco che ha ferito una persona. La Corte ha chiarito che la responsabilità del proprietario sussiste per colpa (negligenza nella manutenzione) e non richiede l'intenzione di nuocere (dolo). Viene sottolineata la sua 'posizione di garanzia', ovvero l'obbligo di mantenere sicuro l'immobile.
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Ricorso inammissibile: quando non si applica la prescrizione
Un automobilista, condannato per lesioni colpose a seguito di un tamponamento, presenta ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché generico e basato su contestazioni di fatto. Di conseguenza, non viene dichiarata la prescrizione del reato, nonostante fosse maturata, e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: no se le lesioni sono gravi
Un lavoratore, condannato per lesioni colpose gravi a seguito dell'uso improprio di un macchinario, ha richiesto l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la gravità delle lesioni e la pericolosità della condotta sono elementi decisivi che impediscono di qualificare il fatto come "tenuo", anche in presenza del risarcimento del danno alla vittima.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato, assolto in un precedente giudizio, che contestava l'ammontare delle spese legali a suo favore. La decisione si fonda sulla successiva rinuncia al ricorso, formalizzata dopo il raggiungimento di un accordo transattivo tra le parti, che ha estinto la materia del contendere prima della pronuncia della Corte.
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Prescrizione del reato: Cassazione e risarcimento
Un conducente di autotreno è stato condannato per lesioni colpose a seguito di un incidente stradale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Tuttavia, ha giudicato inammissibile il ricorso per gli aspetti civili, confermando l'obbligo dell'imputato di risarcire il danno alla vittima. La decisione si fonda sulla validità della testimonianza della persona offesa, corroborata da un altro testimone, ritenuta sufficiente a provare la responsabilità civile nonostante la prescrizione del reato.
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Responsabilità del conducente: disattenzione fatale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni colpose a carico di un autista di un mezzo pesante. L'incidente è avvenuto in un'officina, dove il conducente, dopo aver ricevuto l'ordine di fermare il veicolo e azionare il freno a mano, ha urtato involontariamente la leva del freno scendendo dalla cabina. Il mezzo, muovendosi, ha schiacciato il braccio di un meccanico. La Corte ha stabilito che la specifica richiesta di fermarsi costituiva un avviso di potenziale pericolo, imponendo un dovere di maggiore attenzione. La disattenzione del conducente è stata quindi considerata colpa, fondando la sua responsabilità penale, a prescindere dalla piena conoscenza della presenza di persone sotto il veicolo.
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