La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un indagato per autoriciclaggio e reati fiscali, nonostante questi risiedesse stabilmente all'estero. La Corte ha stabilito che la residenza in un altro Stato non esclude di per sé il pericolo di fuga, il quale può essere desunto dal pregresso stato di latitanza e dalla volontà di sottrarsi alla giustizia. Anche l'arresto a fini estradizionali, pur interrompendo la latitanza, non elimina automaticamente la valutazione del rischio di fuga. Infine, la Corte ha ritenuto sussistente anche il pericolo di reiterazione del reato, data la rete di contatti e società estere a disposizione dell'indagato.
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