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Iura Novit Curia

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411 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
Il caso riguarda una controversia sulla violazione delle distanze tra costruzioni a seguito di una sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la distanza minima di 10 metri prevista dal D.M. 1444/1968 è una norma imperativa che si applica automaticamente, sostituendo le normative locali, non appena un comune ha provveduto alla zonizzazione del territorio, anche se il piano urbanistico è solo adottato e non ancora approvato in via definitiva.
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Distanze legali costruzioni: Regolamenti locali
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce la gerarchia delle fonti in materia di distanze legali costruzioni. Il caso riguardava una disputa tra vicini, dove uno aveva costruito sul confine. La Corte ha stabilito che i regolamenti edilizi locali che impongono una distanza minima assoluta dal confine prevalgono sul principio generale di prevenzione del Codice Civile. Pertanto, il primo costruttore non può imporre le sue scelte al vicino se esiste una norma locale specifica. La Corte ha anche affermato il principio 'iura novit curia', secondo cui il giudice deve applicare d'ufficio tali regolamenti.
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Appello generico: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile, per genericità, il ricorso di un ministero contro l'inserimento di alcuni docenti in una graduatoria. Secondo la Suprema Corte, l'appello non era affatto un appello generico, in quanto conteneva critiche specifiche e argomentate contro la sentenza di primo grado. La Cassazione ha chiarito che per evitare la declaratoria di appello generico è sufficiente individuare con chiarezza le parti della sentenza che si contestano e le ragioni della critica, senza necessità di formalismi particolari. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Lavoro straordinario pubblico: consenso e pagamento
Un dipendente pubblico ha ottenuto il pagamento per lavoro straordinario. L'ente datore di lavoro ha contestato la decisione, sollevando solo in appello la questione della mancata autorizzazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contestazione è ammissibile, poiché l'autorizzazione è un elemento costitutivo del diritto del lavoratore. Tuttavia, ha chiarito che per il pagamento del lavoro straordinario pubblico è sufficiente il consenso del datore di lavoro, anche se implicito, e che tale prestazione può essere provata tramite testimoni.
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Responsabilità solidale appalti: la Cassazione chiarisce
In un caso di subappalto, la Cassazione ha stabilito che invocare una norma diversa a sostegno della stessa pretesa non costituisce una modifica inammissibile della domanda. Il giudice ha il dovere di applicare la legge corretta ai fatti presentati (iura novit curia), chiarendo i confini della responsabilità solidale appalti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente negato ai lavoratori la possibilità di fondare la loro richiesta sul codice degli appalti pubblici.
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Indennità di sostituzione: quando non è domanda nuova
Un dirigente medico ha svolto mansioni superiori chiedendo in giudizio specifiche indennità. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta per la più limitata indennità di sostituzione, ritenendola una domanda nuova e inammissibile. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la richiesta di un compenso minore basato sugli stessi fatti non costituisce una domanda nuova. In base al principio 'iura novit curia', spetta al giudice qualificare correttamente la richiesta, riconoscendo che la pretesa minore è implicitamente contenuta in quella maggiore.
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Mansioni superiori sanità: compenso e limiti
Una dirigente medico ha svolto di fatto mansioni superiori come direttore di struttura complessa senza un incarico formale, richiedendo la relativa retribuzione. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso, chiarendo che nel settore delle mansioni superiori sanità pubblica non spetta l'intera differenza retributiva, ma solo l'indennità di sostituzione prevista dal CCNL, a tutela della corretta gestione della spesa pubblica.
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Nullità fideiussione ABI: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di nullità di fideiussione basata sullo schema ABI anti-concorrenziale. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'eccezione di nullità possa essere sollevata per la prima volta in appello, spetta alla parte che la solleva l'onere di fornire una prova specifica e tempestiva dei fatti costitutivi. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti, confermando la decisione d'appello che aveva respinto l'eccezione per genericità e assenza di prove, sottolineando che il provvedimento della Banca d'Italia è un atto amministrativo e non una legge che il giudice deve conoscere d'ufficio.
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Onere della prova provvedimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7387/2025, ha chiarito un principio fondamentale sull'onere della prova di un provvedimento amministrativo. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità di alcune fideiussioni basandosi su un provvedimento della Banca d'Italia, considerandolo erroneamente un fatto notorio. È stato stabilito che un atto amministrativo non rientra nel principio "iura novit curia" e non può essere considerato un fatto notorio; pertanto, la parte che intende avvalersene ha l'onere di produrlo formalmente in giudizio.
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Contratto collettivo operai forestali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agenzia regionale contro un proprio dipendente, un operaio forestale. La Corte ha confermato che al lavoratore, trasferito dalla Regione all'Agenzia, spetta l'indennità per il tragitto casa-lavoro prevista dal contratto collettivo operai forestali di settore. È stato stabilito che, nonostante la natura pubblica dell'ente, specifiche leggi nazionali e regionali legittimano l'applicazione della contrattazione collettiva privata per questi lavoratori, data la peculiarità storica del settore.
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Società estinta: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 422/2025, chiarisce un importante principio processuale: una società estinta, poiché cancellata dal registro delle imprese, non ha più la capacità di stare in giudizio e il suo ricorso è inammissibile. Tuttavia, gli ex soci possono agire in sua vece come successori. La Corte ha inoltre stabilito che i provvedimenti amministrativi, come quelli della Banca d'Italia, devono essere prodotti in giudizio dalla parte che intende avvalersene, non essendo coperti dal principio 'iura novit curia'.
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Postergazione finanziamenti: stop dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che confermava la postergazione finanziamenti erogati da società 'sorelle' a un'altra poi fallita. Il Tribunale aveva erroneamente considerato 'domanda nuova' l'invocazione della norma emergenziale Covid (Decreto Liquidità) che sospendeva tale subordinazione. La Cassazione ha chiarito che il giudice deve applicare d'ufficio la legge vigente (principio 'iura novit curia'), rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Compenso avvocato: quando il valore è indeterminabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un legale che contestava la liquidazione del suo compenso. Il professionista chiedeva che il suo onorario fosse calcolato sul valore milionario dei beni oggetto di una causa amministrativa, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito: in assenza di una prova precisa della perdita economica subita dalla curatela fallimentare assistita, il valore della controversia deve considerarsi indeterminabile. La decisione sottolinea il principio dell'onere della prova e le conseguenze della mancata impugnazione di tutte le 'ratio decidendi' della sentenza di primo grado, rendendo inammissibile il ricorso e consolidando un importante principio sul calcolo del compenso avvocato.
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Onere probatorio: multa valida se l’area è centro storico
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista multato per sosta senza ticket. Si è stabilito che, sebbene il Comune abbia l'onere probatorio di dimostrare la legittimità delle strisce blu, il giudice può verificare d'ufficio la natura di centro storico dell'area tramite il piano regolatore. In tal caso, decade l'obbligo di istituire parcheggi gratuiti nelle vicinanze, e l'onere probatorio a carico del cittadino si aggrava, dovendo egli contestare specificamente i fatti.
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Fideiussione Antitrust: la Cassazione decide
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sul tema della fideiussione antitrust. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la tardiva produzione di prove essenziali e per la formazione del giudicato su un'eccezione preliminare, precludendo l'esame della nullità.
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Responsabilità solidale appalti: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice impiegata in un appalto di ristorazione ha citato in giudizio sia la società committente che l'appaltatrice e la sua datrice di lavoro per ottenere il pagamento di TFR, ferie e permessi non goduti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2615/2025, ha stabilito che la responsabilità solidale appalti pubblici, disciplinata dal D.Lgs. 163/2006, si applica anche alle indennità per ferie e permessi. La Corte ha chiarito che invocare in appello una norma diversa da quella del primo grado (in questo caso, l'art. 118 del Codice Appalti invece dell'art. 29 del D.Lgs. 276/2003) non costituisce una domanda nuova, se i fatti alla base della richiesta restano invariati, in virtù del principio iura novit curia.
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Qualificazione giuridica domanda: il giudice decide la norma
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla qualificazione giuridica della domanda. In un caso riguardante la responsabilità solidale in una catena di appalti pubblici, la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva ritenuto inammissibile una richiesta dei lavoratori basata su una norma di legge diversa da quella originariamente invocata. Secondo la Cassazione, se i fatti presentati a fondamento della richiesta rimangono identici, il giudice ha il potere-dovere di applicare la norma corretta, in base al principio 'iura novit curia', senza che ciò costituisca una domanda nuova.
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Responsabilità solidale appalti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori in un appalto pubblico possono vedersi applicare la disciplina sulla responsabilità solidale appalti prevista dal Codice dei Contratti Pubblici, anche se non l'hanno invocata in primo grado. I giudici hanno chiarito che modificare il riferimento normativo in appello, a parità di fatti e di richiesta, non costituisce una domanda nuova e inammissibile, in applicazione del principio 'iura novit curia'. La sentenza ha quindi cassato la decisione d'appello che negava ai lavoratori il diritto di chiedere il pagamento delle ferie non godute in solido tra committente e appaltatore.
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Responsabilità solidale appalti: le tutele del lavoratore
Un lavoratore ha citato in giudizio il suo datore di lavoro, l'appaltatore e il committente per ottenere il pagamento di differenze retributive e altre indennità. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha stabilito principi fondamentali in materia di responsabilità solidale negli appalti. Ha chiarito che invocare la normativa specifica per gli appalti pubblici (D.Lgs. 163/2006) invece di quella generale non costituisce una domanda nuova, ma una mera precisazione che il giudice deve valutare. Inoltre, ha confermato che l'abolizione del 'beneficium excussionis' ha effetto immediato anche sui crediti sorti in precedenza. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un gruppo di professionisti, già lavoratori dipendenti, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i loro redditi da libera professione. La Corte di Cassazione ha confermato tale obbligo, chiarendo che il versamento del solo contributo integrativo alla cassa di categoria non è sufficiente a esonerarli. Inoltre, ha stabilito che la normativa speciale post-terremoto de L'Aquila ha sospeso i termini di prescrizione per la riscossione di tali contributi, annullando la decisione precedente su questo punto e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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