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Iura Novit Curia — Anno 2025

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91 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Iura Novit Curia

Provvedimenti

Vendita su campione: guida alla sentenza della Cassazione
Un acquirente di mobili contesta la difformità di una scrivania rispetto al catalogo, chiedendo la risoluzione del contratto. La Cassazione chiarisce che la vendita basata su catalogo fotografico si qualifica come "vendita su tipo di campione" e non come "vendita su campione". Pertanto, la risoluzione è ammessa solo per difformità notevoli, escludendo il diritto di recesso per vizi minimi e confermando la decisione di merito che aveva rigettato la domanda dell'acquirente.
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Licenziamento per video social: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un licenziamento per video social ai danni di una commessa. Il video, pubblicato su una nota piattaforma, esprimeva noia e insofferenza per il lavoro con espressioni colloquiali, ma secondo la Corte non costituiva una violazione così grave da rompere il vincolo fiduciario e giustificare il licenziamento. La sanzione è stata giudicata sproporzionata, in quanto la condotta non integrava un disprezzo per l'azienda ma una generica insoddisfazione, punibile al massimo con una sanzione conservativa.
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Esenzione IMU fabbricati rurali: la Cassazione decide
Una società di riscossione ha contestato l'esenzione IMU a una cooperativa agricola per gli anni dal 2012 al 2015, a causa di un'errata classificazione catastale del suo opificio (D/1 anziché D/10). La Corte di Cassazione ha stabilito che la variazione catastale, effettuata dal contribuente solo nel 2017, non può avere efficacia retroattiva per quegli anni. Per ottenere l'esenzione IMU fabbricati rurali, è indispensabile che la classificazione catastale sia corretta o che la richiesta di variazione sia presentata entro i termini di legge, in questo caso scaduti il 30 settembre 2012.
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Principio di prevenzione e distanze tra costruzioni
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che negava l'applicazione del principio di prevenzione in un caso di costruzione sul confine. La controversia riguardava una veranda edificata in violazione della distanza minima di cinque metri prevista dal regolamento locale. La Corte ha stabilito che se il regolamento edilizio locale consente la costruzione sul confine, il principio di prevenzione è operativo e non può essere escluso solo perché altre norme dello stesso regolamento prevedono distanze minime. Sarà quindi decisivo accertare chi tra i due vicini ha costruito per primo.
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Distanze tra costruzioni e ristrutturazione: le novità
Una società immobiliare demolisce un piccolo fabbricato per costruirne uno più grande, violando, secondo i vicini, le norme sulle distanze tra costruzioni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20727/2025, accoglie il ricorso della società, chiarendo che le recenti riforme legislative hanno ampliato il concetto di "ristrutturazione edilizia". Ora, anche la demolizione e ricostruzione con aumento di volume e modifica di sagoma può beneficiare del mantenimento delle distanze preesistenti, a patto che l'edificio originario fosse legittimo. La Corte cassa la sentenza d'appello e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce della normativa sopravvenuta.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni a seguito della demolizione e ricostruzione di un immobile. La controversia riguardava anche il rifacimento di un impianto fognario condiviso. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve individuare d'ufficio la normativa applicabile in tema di distanze, anche se non indicata dalla parte. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello perché non aveva specificato quale norma fosse stata violata né aveva approfondito la natura dell'intervento edilizio. Infine, ha affermato il principio secondo cui le spese per opere necessarie alla conservazione di una servitù vanno ripartite tra i proprietari dei fondi in base ai rispettivi vantaggi.
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Distanze legali: i patti privati non derogano i PRG
La Corte di Cassazione chiarisce che gli accordi privati non possono prevalere sulle norme imperative dei Piani Regolatori in materia di distanze legali. Un proprietario, che aveva sopraelevato un edificio basandosi su un accordo con il vicino e sul principio di prevenzione, si è visto accogliere la richiesta di demolizione. La Corte ha ribadito che le normative urbanistiche locali, poste a tutela dell'interesse pubblico, non sono derogabili dalla volontà dei singoli, annullando la decisione precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Distanze tra costruzioni: DM 1444/68 si applica sempre
In una lunga disputa tra proprietari confinanti, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di distanze tra costruzioni. La Corte ha sentenziato che la distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, prevista dal D.M. 1444/1968, si applica direttamente anche quando i piani regolatori locali sono silenti o prevedono solo l'inedificabilità, come in una zona agricola. Inoltre, ha ribadito che in caso di violazione delle norme edilizie e antisismiche, il rimedio principale è il ripristino della situazione originaria (demolizione o arretramento) e non il semplice risarcimento del danno, a tutela del diritto di proprietà e della sicurezza pubblica. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Danni da fauna selvatica: la responsabilità è oggettiva
Un automobilista subisce danni al veicolo a causa dell'improvviso attraversamento di un capriolo. La Corte di Cassazione, riformando la decisione del Tribunale, stabilisce che la responsabilità per i danni da fauna selvatica ricade sull'ente pubblico (la Regione) secondo il criterio della responsabilità oggettiva previsto dall'art. 2052 c.c., e non secondo la regola generale dell'art. 2043 c.c. Ciò inverte l'onere della prova: spetta all'ente dimostrare il caso fortuito per escludere la propria responsabilità, mentre il danneggiato deve solo provare il nesso causale tra il comportamento dell'animale e il danno subito.
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CCNL: la data di stipula vince sulla decorrenza
Un tecnico universitario, promosso di categoria, si è visto negare il ricalcolo di un'indennità sulla base del nuovo inquadramento. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito un principio fondamentale sull'efficacia del CCNL: per determinare i diritti già acquisiti dai lavoratori al momento del rinnovo contrattuale, la data rilevante è quella della sottoscrizione (stipula) del contratto, non la sua data di decorrenza economica, anche se retroattiva. La Corte ha chiarito che gli effetti giuridici del CCNL, inclusa la cristallizzazione delle posizioni maturate, decorrono dalla sua entrata in vigore, che coincide con la stipula.
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Natura ente pubblico: limiti del ricorso in Cassazione
Un dipendente di un consorzio chiedeva il trasferimento obbligatorio, sostenendo che fosse un ente pubblico non economico. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta basandosi sullo statuto dell'ente. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interpretazione dello statuto non può essere riesaminata nel merito in sede di legittimità, delineando così i confini della revisione sulla natura ente pubblico.
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