La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27466/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per lesioni e minacce in concorso. La Corte ha chiarito che il concorso morale nel reato non richiede un'azione materiale, ma può consistere in un'azione che rafforza il proposito criminoso altrui, come impedire a terzi di prestare soccorso alla vittima. Ha inoltre specificato che l'impegno a rimettere la querela, assunto in sede civile, non costituisce una remissione tacita valida in sede penale.
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