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Ipoteca

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135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità notaio: non risponde per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio per i danni subiti da un'acquirente a causa di una falsa dichiarazione del venditore riguardo l'estinzione di un'ipoteca. La Corte ha stabilito che il notaio, riportando nell'atto la dichiarazione del venditore accettata dall'acquirente, adempie ai suoi doveri. La verifica della veridicità di tali dichiarazioni ricade sul rischio contrattuale assunto dall'acquirente, che avrebbe potuto richiedere verifiche aggiuntive.
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Erogazione mutuo: quando il rifiuto della banca è ok
Una mutuataria ha citato in giudizio un istituto di credito per la mancata erogazione di un mutuo, destinato all'acquisto e alla ristrutturazione di un immobile. La banca si è rifiutata di versare le somme a causa di un sequestro penale che gravava sull'immobile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della mutuataria, ritenendo legittimo il comportamento della banca. La decisione si fonda sul fatto che la cliente non aveva adempiuto a tutte le condizioni contrattuali necessarie per ottenere l'erogazione del mutuo, come la presentazione degli stati di avanzamento dei lavori, rendendo irrilevante la questione della data esatta del sequestro.
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Responsabilità del notaio: la volontà delle parti
Una società finanziaria ha citato in giudizio un notaio per non aver incluso un bene immobile di valore in una garanzia ipotecaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non vi era prova certa della volontà delle parti di includere tale bene. La sentenza chiarisce i limiti della responsabilità del notaio quando l'intento contrattuale non è inequivocabile e ribadisce che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti del caso.
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Contratto preliminare immobile ipotecato: la Cassazione
Una società venditrice non adempie a un contratto preliminare per un immobile ipotecato, adducendo difficoltà economiche. I promissari acquirenti ottengono in appello una sentenza che dispone il trasferimento coattivo del bene. La società ricorre in Cassazione. La Corte, rilevando la presenza di un altro caso con questioni giuridiche identiche, rinvia la trattazione per una decisione congiunta, data la rilevanza delle questioni sul contratto preliminare immobile ipotecato.
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Cessione del credito ipotecario: buona fede e confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37108/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito ipotecario su un bene poi confiscato, il creditore acquirente (cessionario) deve provare non solo la buona fede del creditore originario, ma anche la propria. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, il cui legale rappresentante era figlio del condannato, che aveva acquistato il credito ipotecario dopo la confisca, ravvisando in tale operazione elementi di mala fede volti a eludere gli effetti della misura ablatoria a vantaggio del condannato stesso.
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Responsabilità notaio trascrizione: quando il ritardo è colpa?
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità del notaio per la trascrizione tardiva di un atto di compravendita. Nonostante un ritardo complessivo di un mese, il notaio non è stato ritenuto responsabile perché un'ipoteca è stata iscritta sull'immobile solo due giorni dopo la stipula, un lasso di tempo considerato troppo breve per configurare un inadempimento causale. La Corte ha chiarito che il concetto di 'più breve tempo possibile' non impone una trascrizione immediata e che l'intervento del terzo ha interrotto il nesso causale con la negligenza del professionista.
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Limite di finanziabilità: la Cassazione chiarisce
Un debitore ha contestato la validità di un mutuo, sostenendo la nullità per superamento del limite di finanziabilità previsto dall'art. 38 TUB. La Corte di Cassazione, richiamando le Sezioni Unite, ha stabilito che la violazione di tale limite non comporta la nullità del contratto, ma rappresenta una norma di vigilanza prudenziale. Di conseguenza, il contratto e l'ipoteca restano validi, e la richiesta del debitore è stata respinta.
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Risarcimento danno ipoteca: la prova del danno
Un cittadino ha subito l'iscrizione di un'ipoteca illegittima da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dopo averne ottenuto la cancellazione, ha chiesto il risarcimento del danno, sostenendo che l'ipoteca gli avesse impedito di ottenere un mutuo. La Corte di Cassazione ha chiarito che il danno non è automatico, ma deve essere provato. Tuttavia, se il danneggiato presenta una prova documentale (come la lettera di diniego del mutuo), il giudice ha l'obbligo di esaminarla. Ignorare tale prova costituisce un errore che porta alla cassazione della sentenza. La questione del risarcimento danno ipoteca è stata quindi rinviata a un nuovo giudice per una corretta valutazione delle prove.
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Riduzione ipoteca: quando il ricorso è inammissibile
Un debitore contesta l'eccessività di due ipoteche iscritte da un creditore. Sebbene i tribunali di merito concedano la riduzione ipoteca, negano il risarcimento del danno per mancanza di prova del pregiudizio. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il successivo ricorso del debitore, evidenziando la genericità dei motivi, l'assenza di prova del danno e la corretta applicazione delle norme processuali in materia di solidarietà e spese di giustizia.
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Privilegio da sequestro penale: vince sulla vecchia ipoteca?
In una procedura esecutiva immobiliare, sorge un conflitto tra un istituto di credito, titolare di un'ipoteca iscritta da anni, e una società creditrice, il cui credito è garantito da un privilegio da sequestro penale trascritto successivamente. I tribunali di merito hanno dato precedenza all'ipoteca in base al principio della priorità temporale. Tuttavia, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di massima importanza, data la rilevanza pubblicistica della tutela delle vittime di reato, e ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un verdetto definitivo.
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Effetti confessione: quando non vale contro i terzi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16669/2024, chiarisce i limiti degli effetti della confessione. Nel caso esaminato, due garanti di un debito bancario avevano ipotecato i loro beni a favore di una propria società, confessando un debito verso di essa. La Corte ha stabilito che tale confessione non ha valore probatorio nei confronti della banca creditrice, poiché il fatto dichiarato, pur essendo formalmente sfavorevole ai dichiaranti, in realtà li avvantaggiava sottraendo beni alla garanzia del creditore terzo. La confessione, per essere efficace, deve essere sfavorevole al dichiarante e favorevole alla controparte processuale, non a un terzo.
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Rinnovazione ipoteca: se il debito esiste è lecita
Un proprietario immobiliare ha citato in giudizio una banca per danni derivanti dalla rinnovazione di un'ipoteca, sostenendo che il debito sottostante fosse già estinto. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il punto cruciale era la data di estinzione del debito. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel non considerare le prove della banca, secondo cui il debito era stato saldato solo dopo la rinnovazione ipoteca. La legittimità dell'atto dipende da questo fatto decisivo, pertanto il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Responsabilità del notaio: danni da doppia ipoteca
Un'impresa acquista un immobile ma il notaio non rileva un'ipoteca e trascrive l'atto in ritardo, permettendo l'iscrizione di una seconda ipoteca. La Cassazione cassa la sentenza di rinvio per illogicità nel calcolo del danno, sia per l'ipoteca non rilevata che per quella successiva. La Corte chiarisce che la quantificazione del danno per la responsabilità del notaio deve essere rigorosa e consequenziale alla specifica negligenza.
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Esecuzione in forma specifica: rimedi per ipoteca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8442/2024, ha stabilito che in un'azione di esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare, se il venditore non cancella le ipoteche sull'immobile, l'acquirente non è tenuto a pagare il prezzo residuo per un bene gravato. Il giudice può autorizzare l'acquirente a usare la somma dovuta per estinguere le ipoteche o sospendere il pagamento fino alla loro cancellazione, riequilibrando così le prestazioni contrattuali.
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Ipoteca su immobile da costruire: quando è valida?
Una società che aveva acquistato un appartamento in costruzione tramite permuta ha contestato l'ipoteca su immobile da costruire iscritta da un ente di riscossione contro la ditta costruttrice. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un immobile si considera giuridicamente 'esistente', e quindi ipotecabile, una volta completate le sue parti strutturali essenziali, anche in assenza di finiture e impianti.
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Riduzione ipoteca: quando è negata al non proprietario
Una società chiede la riduzione ipoteca su immobili ricevuti in permuta ma non ancora completati. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. Poiché la proprietà non era stata trasferita a causa del mancato completamento dei lavori, la società non aveva il diritto di ottenere la riduzione, nonostante il suo interesse ad agire.
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Frazionamento Ipoteca: la Cassazione salva la garanzia
Un istituto di credito ha impugnato una decisione che annullava un'ipoteca su un immobile venduto a terzi senza l'accollo del debito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il frazionamento ipoteca è un diritto dell'acquirente, ma la garanzia non si estingue fino al completo pagamento della quota di debito corrispondente, proteggendo così il creditore.
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Ipoteca su opera pubblica: quando è valida?
Un Comune contesta la validità di un'ipoteca iscritta da una società concessionaria su un'autostazione pubblica. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: l'ipoteca su opera pubblica è di regola nulla, perché ne comprometterebbe la destinazione pubblica. Diventa valida solo se l'ente concedente la autorizza espressamente, valutando l'assenza di pregiudizio per l'interesse collettivo. La sentenza chiarisce che il silenzio dell'ente non equivale ad assenso, ribaltando le decisioni dei gradi precedenti.
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Azione revocatoria credito: la tutela non viene meno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3302/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di azione revocatoria credito. Un creditore, che ottiene il trasferimento coattivo di un immobile a soddisfazione del suo credito, non perde il diritto di agire in revocatoria se il bene è gravato da ipoteche che ne impediscono la piena soddisfazione. La Corte ha chiarito che il credito non può considerarsi estinto fino a quando l'immobile non viene liberato dai pesi ipotecari, legittimando così l'azione del creditore per rendere inefficaci le ipoteche costituite in suo danno.
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Ipoteca non rinnovata: effetti sulla divisione
In una causa di divisione immobiliare, la Cassazione ha stabilito che un'ipoteca non rinnovata entro il termine di 20 anni perde la sua efficacia. Il giudice di merito aveva erroneamente ignorato questa eccezione, attribuendo al creditore ipotecario somme derivanti dalla vendita. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il termine ventennale incide sull'efficacia della pubblicità costitutiva dell'ipoteca, la cui cessazione deve essere valutata dal giudice, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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