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Interposizione Di Manodopera

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48 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fatture false per manodopera: Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro una condanna per l'uso di fatture false. Il caso riguardava un contratto di appalto simulato per nascondere una fornitura illecita di manodopera, finalizzata all'evasione dell'IVA. La Corte ha confermato che tale condotta integra un reato tributario e non una mera elusione fiscale.
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Interposizione di manodopera: obbligo retributivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31612/2024, ha rigettato il ricorso di una società informatica, confermando la sua condanna al pagamento delle retribuzioni in favore di un gruppo di lavoratrici. Il caso riguardava una presunta interposizione di manodopera illecita. La Corte ha ribadito due principi fondamentali: le somme dovute ai lavoratori hanno natura retributiva e non risarcitoria, e l'obbligo di pagamento decorre dalla messa in mora, che può essere validamente contenuta nell'atto introduttivo del giudizio, senza dover attendere la pronuncia del giudice.
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Interposizione manodopera: la Cassazione decide
Un lavoratore, formalmente assunto da un'impresa appaltatrice, operava di fatto per un'altra società. La Cassazione ha confermato l'esistenza di una interposizione manodopera illecita, riconoscendo il diritto del lavoratore alla riassunzione presso la società utilizzatrice. Tuttavia, poiché quest'ultima era in amministrazione straordinaria, la Corte ha dichiarato improponibile la domanda di condanna al pagamento delle retribuzioni in sede ordinaria, stabilendo che tale pretesa debba essere fatta valere nell'ambito della procedura concorsuale.
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Cessata materia del contendere: la guida completa
Un noto istituto di credito aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello che lo condannava al pagamento di differenze retributive in un caso di interposizione di manodopera. Prima della decisione della Corte di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessata materia del contendere, chiudendo il processo poiché la controversia era stata risolta privatamente. La decisione ha stabilito che l'accordo sostituisce la sentenza impugnata e che, avendo le parti regolato anche le spese, non vi erano ulteriori questioni da decidere.
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Appalto illecito: quando scatta il lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riconosceva l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra un istituto di credito e un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa. Il caso riguarda un appalto illecito, in quanto il lavoratore, addetto allo smistamento della corrispondenza, era di fatto inserito nell'organizzazione della banca e diretto dal suo personale, svolgendo mansioni non riconducibili al contratto di appalto ufficiale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca, consolidando il principio che conta la realtà fattuale del rapporto lavorativo e non la sua qualificazione formale.
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Interposizione di manodopera: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva di riconoscere il proprio rapporto di lavoro con una grande società di logistica, anziché con la cooperativa da cui era stato formalmente assunto. La Corte ha chiarito i criteri per distinguere un appalto lecito da una illecita interposizione di manodopera, sottolineando che è determinante il potere organizzativo e direttivo effettivo esercitato dall'appaltatore sui propri dipendenti. Poiché la Corte d'Appello aveva accertato l'esistenza di tale potere in capo alla cooperativa, il ricorso è stato respinto.
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Interposizione manodopera: la legge applicabile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva erroneamente applicato la normativa successiva (D.Lgs. 276/2003) a un caso di interposizione di manodopera avvenuto nel 2001. La Corte ha stabilito che deve essere applicata la legge vigente all'epoca dei fatti (L. 1369/1960), che pone gli obblighi fiscali, inclusi quelli di sostituto d'imposta, in capo all'utilizzatore effettivo della prestazione lavorativa. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Interposizione di manodopera: quando è un illecito?
Una lavoratrice, formalmente dipendente di società appaltatrici, ha ottenuto dal Tribunale il riconoscimento di un rapporto di lavoro diretto con l'azienda utilizzatrice. La sentenza ha dichiarato l'illegittimità dell'interposizione di manodopera per la mancanza di validi contratti di appalto, instaurando il rapporto sin dall'origine. Tuttavia, la richiesta di un inquadramento superiore è stata respinta, poiché le prove documentali, come le email, hanno dimostrato che le mansioni svolte erano di tipo ausiliario e riconducibili a quelle di receptionist (II livello CCNL) e non di segreteria (III livello).
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