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Interesse Ad Agire

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851 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo non è un'azione sempre disponibile, ma richiede la prova di un pregiudizio concreto e attuale per il contribuente, non essendo sufficiente la sola presunta mancata notifica della cartella.
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Interesse ad agire: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro probatorio. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire dell'imprenditore in quanto persona fisica, poiché i beni sequestrati appartenevano alla sua società. La Corte chiarisce che solo la persona giuridica, in quanto titolare dei beni, avrebbe avuto la legittimazione a impugnare il provvedimento cautelare.
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Interesse ad agire nel sequestro preventivo: il caso
Un soggetto ricorre contro l'inammissibilità della sua richiesta di riesame di un sequestro preventivo su una somma di denaro, legata a reati di droga contestati in concorso con il padre. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità, evidenziando la mancanza di interesse ad agire del ricorrente, poiché il denaro era stato ricondotto esclusivamente al padre. La sentenza sottolinea che per impugnare un sequestro è necessario avere un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene.
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Impugnazione estratto ruolo: quando è inammissibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto ruolo è inammissibile se le cartelle di pagamento sottostanti sono state regolarmente notificate, venendo meno l'interesse ad agire del ricorrente. Il giudice può rilevare d'ufficio tale difetto di interesse.
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Cessata materia contendere per debiti sotto i 1000€
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale prodromica. Il contenzioso giunge fino alla Corte di Cassazione, la quale dichiara la cessata materia del contendere. La decisione si fonda sulla normativa sopravvenuta (D.L. 119/2018) che ha disposto l'annullamento automatico dei debiti fiscali di importo residuo fino a 1000 euro affidati agli agenti della riscossione tra il 2000 e il 2010, come quello oggetto della causa.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un cittadino ha impugnato un estratto di ruolo per multe non pagate, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento e che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19092/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha applicato la nuova normativa secondo cui l'impugnazione estratto di ruolo non è di per sé ammissibile. È possibile agire solo se il debitore dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o di ricevere pagamenti dalla P.A. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire e la domanda non può essere accolta.
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Appello incidentale tardivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società costruttrice, stabilendo un principio chiave sull'appello incidentale. Se l'appello incidentale proposto da una parte è già stato rigettato nel merito dalla Corte d'Appello, la controparte non ha più un interesse concreto a contestarne l'ammissibilità per tardività in Cassazione. La Corte ha inoltre respinto le altre censure relative a presunti vizi procedurali e all'inadempimento contrattuale, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento di cui era venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla recente normativa. La mancanza di interesse ad agire può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del processo.
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Interesse ad agire: quando impugnare il sequestro?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'area demaniale. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire della ricorrente, la quale, non vantando alcun diritto di proprietà sul bene, non avrebbe ottenuto alcun beneficio pratico dalla sua restituzione, obiettivo principale dell'impugnazione.
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Estratto di ruolo: quando è impugnabile? La Cassazione
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una normativa sopravvenuta, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo in casi specifici e tassativi, che il contribuente non ha dimostrato di rientrare, venendo meno il suo interesse ad agire.
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Interesse ad agire: quando si può impugnare una delibera
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interesse ad agire per l'impugnazione di una delibera associativa non viene meno con la messa in liquidazione dell'ente. Se l'annullamento della delibera può influenzare la devoluzione del patrimonio residuo, l'interesse rimane concreto e attuale. La Corte ha esaminato un caso complesso riguardante una disputa tra un istituto religioso e una sua associazione operativa, confermando la decisione della Corte d'Appello e respingendo i ricorsi di entrambe le parti per diverse ragioni procedurali e di merito.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente impugna un estratto di ruolo dopo aver scoperto una cartella di pagamento notificata irregolarmente. La Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, stabilisce che per l'impugnazione estratto di ruolo non basta il vizio di notifica, ma il contribuente deve dimostrare un concreto interesse ad agire, ossia un pregiudizio attuale. La causa è stata rinviata al giudice di merito per questa verifica.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33649/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se non fondata su uno dei motivi tassativamente previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dichiarando l'azione del contribuente inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché la prescrizione non rientra tra le cause specifiche che consentono tale impugnazione. La decisione si basa su una norma sopravvenuta (ius superveniens) applicabile ai processi in corso.
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Atto di pignoramento: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un atto di pignoramento emesso dall'Agenzia di Riscossione. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire, poiché il pignoramento era già stato annullato in primo grado. La Corte ha chiarito che, una volta eliminato l'atto esecutivo, il debitore non ha più un interesse giuridicamente rilevante a farne valere i vizi formali.
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Transazione conservativa: nullità e contratto nullo
Una cliente ha citato in giudizio una banca per la nullità di un prodotto finanziario. In primo grado la domanda è stata respinta a causa di un precedente accordo transattivo. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, dichiarando nullo il contratto originario per mancata indicazione del diritto di recesso in una vendita fuori sede. Di conseguenza, ha dichiarato nulla anche la successiva transazione conservativa, in quanto non può sanare un negozio nullo, condannando la banca alla restituzione delle somme.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, venendo a conoscenza solo tramite esso di tre cartelle esattoriali che sosteneva non fossero mai state notificate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza chiarisce che, a seguito di una recente modifica legislativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973), l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile per difetto di interesse ad agire, a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a un appalto pubblico. Poiché tale prova mancava, il ricorso è stato rigettato.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 582/2026, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non prova un pregiudizio specifico e concreto. La decisione si basa su una nuova normativa, applicabile anche ai processi in corso, che limita drasticamente la possibilità di contestare le cartelle di pagamento non notificate attraverso la sola conoscenza dell'estratto. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito e dichiarato inammissibile il ricorso originario del contribuente per carenza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo dell'INPS, sostenendo la prescrizione del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'azione inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è permessa solo se il debitore prova un pregiudizio specifico, come l'esclusione da appalti pubblici, secondo la normativa vigente. L'opposizione è stata quindi respinta per mancanza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19598/2024, ha chiarito i limiti dell'impugnazione estratto di ruolo. Un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito, dichiarando il ricorso originario inammissibile. La motivazione si fonda sulla recente normativa (art. 12, co. 4-bis, d.P.R. 602/1973), la quale richiede al contribuente di dimostrare un interesse specifico e attuale alla tutela per poter agire contro l'estratto, non essendo più sufficiente la mera mancata notifica della cartella.
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Legittimazione liquidatore: chi impugna l’avviso?
Un ex liquidatore di una società, prima cancellata dal registro delle imprese e poi dichiarata fallita, ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, statuendo che la legittimazione liquidatore a rappresentare la società cessa con la sua estinzione. Secondo la Corte, l'unico soggetto autorizzato a impugnare l'atto in nome della società fallita è il curatore fallimentare.
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