La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di Riciclaggio di armi riguardante la sostituzione di armi da guerra con repliche non funzionanti (cloni) e la successiva immissione dei pezzi originali nel mercato clandestino. I giudici hanno confermato che la condotta di ostacolare l'identificazione della provenienza illecita non richiede un impedimento definitivo, ma è sufficiente rendere difficile l'accertamento. Mentre per due imputati la condanna è stata confermata, per un terzo è stato disposto l'annullamento con rinvio per un capo d'imputazione, rilevando un difetto di motivazione circa il suo effettivo contributo nel reato, non essendo stato superato il vaglio dell'oltre ogni ragionevole dubbio.
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