Il Giudice per le indagini preliminari applicava a L'Imputato, su concorde richiesta delle parti, la pena di tre anni di reclusione per reati in materia di stupefacenti, disponendo anche la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. L'Imputato proponeva ricorso per cassazione, lamentando l'illegalità di tale sanzione aggiuntiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, ai fini dell'applicazione dell'interdizione dai pubblici uffici, occorre fare riferimento alla pena base stabilita in concreto per il reato più grave, calcolata al netto della riduzione per la scelta del rito speciale. Poiché tale pena base era inferiore a tre anni, la sanzione accessoria non poteva essere applicata. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, eliminando definitivamente la misura interdittiva.
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