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Intercapedine

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36 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distanze legali: quando il seminterrato è costruzione
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo delle distanze legali tra edifici, stabilendo che un seminterrato che emerge anche solo parzialmente dal suolo deve essere considerato una costruzione. La sentenza precisa che la nozione di costruzione è stabilita dal Codice Civile e non può essere modificata dai regolamenti comunali. Inoltre, viene confermato che i balconi di ampie dimensioni rientrano nel computo delle distanze, mentre la costruzione in aderenza è valida anche in presenza di minime intercapedini dovute ad anomalie tecniche colmabili.
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Distanze legali: quando il garage interrato è abusivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che ogni manufatto non completamente interrato deve rispettare le distanze legali dal confine. Nel caso analizzato, un'autorimessa che emergeva dal suolo per circa 30 centimetri è stata considerata una costruzione a tutti gli effetti. La Suprema Corte ha chiarito che i regolamenti comunali non possono modificare la nozione civilistica di costruzione per ridurre le tutele sulle distanze. La violazione di tali limiti comporta automaticamente il diritto alla riduzione in pristino, senza che il giudice debba accertare l'esistenza di un danno concreto o di rischi igienico-sanitari.
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COSAP: obbligo pagamento per griglie e intercapedini
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per un condominio di corrispondere il COSAP in relazione a griglie e intercapedini poste su un marciapiede destinato al pubblico transito. Nonostante il condominio sostenesse che tali manufatti fossero parte integrante dell'edificio e realizzati su area privata, la Corte ha stabilito che l'uso eccezionale del suolo pubblico (o asservito al pubblico) a beneficio del privato costituisce il presupposto per l'imposizione del canone. La decisione chiarisce che la mancanza di una concessione formale non esclude il pagamento, essendo sufficiente l'occupazione di fatto per fini particolari.
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COSAP: quando il condominio paga per le griglie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condominio contro la richiesta di pagamento del COSAP per griglie e intercapedini poste su un marciapiede pubblico. Il condominio sosteneva l'esistenza di un giudicato esterno favorevole, ma non ha riprodotto integralmente la sentenza nel ricorso, violando il principio di autosufficienza. La Corte ha chiarito che il canone è dovuto per l'uso eccezionale del suolo pubblico, anche in assenza di una concessione formale, qualora l'area sia destinata al pubblico transito.
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Muro di confine: proprietà e prove legali
La Suprema Corte ha affrontato una disputa relativa alla proprietà di un muro di confine tra due edifici. La ricorrente rivendicava la proprietà esclusiva del muro, accusando la vicina di averne demolito una parte durante dei lavori di sopraelevazione. Tuttavia, le indagini tecniche hanno rivelato l'esistenza di un'intercapedine tra le due strutture, dimostrando che i fabbricati erano indipendenti. La Cassazione ha chiarito che l'atto pubblico non prova la verità intrinseca delle descrizioni immobiliari e ha confermato il rigetto della domanda, non essendo stato provato alcun intervento abusivo sul muro di confine altrui.
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Distanze legali: regole per scale in aderenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che ordinava la demolizione di una scala esterna realizzata in un'intercapedine tra edifici. Il fulcro della controversia riguarda il rispetto delle distanze legali e la corretta qualificazione dell'opera come costruzione in aderenza o in appoggio. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non può presumere l'illegittimità basandosi solo sulla natura dell'opera, ma deve accertare se esista un'autonomia strutturale o se l'opera elimini effettivamente ogni spazio vuoto tra i fabbricati.
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Distanze legali tra edifici: il caso dell’aderenza
Un proprietario ha citato in giudizio un'impresa edile sostenendo che la nuova costruzione violasse le distanze legali tra edifici. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8209/2023, ha respinto il ricorso, chiarendo che l'obbligo di distanza di 10 metri non si applica quando un nuovo fabbricato è costruito in perfetta aderenza a quello preesistente, senza creare alcuna intercapedine. La Corte ha inoltre precisato che la misurazione delle distanze deve essere lineare e non radiale e che la domanda relativa alle distanze tra vedute, se introdotta tardivamente, costituisce un'inammissibile mutatio libelli.
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Distanza tra costruzioni e pareti finestrate
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito la rigorosa applicazione della norma sulla distanza tra costruzioni. Il caso riguardava una sopraelevazione realizzata in aderenza a un edificio vicino, la cui parete presentava delle finestre. La Corte ha confermato che la distanza minima di 10 metri è inderogabile quando una delle pareti è finestrata, anche se la nuova costruzione aderisce a una porzione cieca del muro. Tale principio, volto a tutelare l'interesse pubblico-sanitario, non può essere superato né da regolamenti locali né da accordi privati tra le parti.
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Servitù per destinazione del padre di famiglia: la guida
In un caso riguardante l'accesso a servizi comuni, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla servitù per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha stabilito che, per la sua costituzione, lo stato di asservimento tra due fondi deve esistere al momento della prima divisione della proprietà originaria, non al momento di vendite successive. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per aver erroneamente valutato il momento temporale e per aver mal interpretato una domanda relativa all'illegittima unificazione di utenze idriche.
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Distanze legali: il muro di confine e l’aderenza
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso pluriennale in materia di distanze legali tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce la natura di un muro a sostegno di un terrapieno, qualificandolo come vera e propria costruzione soggetta alle normative sulle distanze. Viene inoltre affrontato il concetto di costruzione in aderenza, specificando che una minima intercapedine non è sufficiente a escluderla. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito e sottolineando l'importanza della corretta formulazione delle domande processuali sin dalle prime fasi del giudizio.
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Decoro architettonico: quando è vietato un terrazzo?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di demolire un terrazzo ricavato nel sottotetto, in quanto lesivo del decoro architettonico dell'edificio. La sentenza sottolinea come un regolamento condominiale contrattuale possa vietare qualsiasi alterazione estetica, a prescindere da un effettivo deprezzamento del valore dell'immobile, e ribadisce la presunzione di condominialità per i sottotetti con funzione di coibentazione.
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Distanze tra costruzioni: no alle intercapedini
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di distanze tra costruzioni. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto legittima la costruzione di un garage a 20 cm dal fabbricato del vicino. Secondo i giudici, creare un'intercapedine, per quanto piccola, non equivale a costruire in aderenza e viola le norme sulle distanze legali, in particolare il principio di prevenzione, che mira proprio ad evitare la creazione di spazi dannosi tra edifici. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Piano di campagna originario e distanze tra edifici
Un proprietario ha realizzato una costruzione dopo aver innalzato artificialmente il livello del terreno, sostenendo che fosse interrata e quindi non soggetta alle norme sulle distanze. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, stabilendo che per la verifica del rispetto delle distanze legali si deve fare riferimento al piano di campagna originario, cioè al livello naturale del terreno. Di conseguenza, il manufatto non è stato considerato interrato e il proprietario è stato condannato ad arretrare la costruzione per rispettare le distanze previste dal regolamento edilizio.
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Costruzione in aderenza: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che consentiva una costruzione in aderenza nonostante un piccolo distacco dal confine. La Corte ha stabilito che, per essere legittima, la costruzione deve essere non solo strutturalmente autonoma, ma deve anche essere concretamente possibile eliminare il distacco per ripristinare la perfetta aderenza, una verifica che il giudice di merito aveva omesso di compiere.
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Distanze tra costruzioni: l’intercapedine è vietata
In una disputa tra vicini per una ristrutturazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni sono inderogabili. La Corte ha chiarito che qualsiasi spazio vuoto tra due muri, anche se nascosto, costituisce un'intercapedine illegale. Inoltre, ha precisato che una modifica alla sagoma del tetto qualifica l'intervento come nuova costruzione, soggetta alle distanze legali. Infine, ha ribadito che la sicurezza di una canna fumaria non si valuta solo sulla distanza, ma su specifici accorgimenti tecnici.
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Distanze legali alberi: come si misura l’altezza?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema delle distanze legali degli alberi, specificando i criteri per la misurazione dell'altezza del 'fusto' ai sensi dell'art. 892 c.c. Il caso riguardava una disputa condominiale per la rimozione di alberi e per danni da infiltrazioni. La Corte ha cassato la decisione d'appello per l'errata misurazione degli alberi, rinviando la causa per un nuovo esame.
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