LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Insussistenza Del Fatto

Pagina 3 di 3

44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità del committente: l’obbligo di verifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una committente, condannata per la particolare tenuità del fatto per non aver verificato l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa edile. La sentenza sottolinea che la responsabilità del committente risiede nell'obbligo di verifica preliminare delle qualifiche dell'impresa, un adempimento distinto e a monte rispetto al controllo sulla corretta esecuzione dei lavori, come l'installazione di un ponteggio. Il ricorso è stato respinto perché basato su una errata comprensione del capo d'accusa.
Continua »
Ingiusta Detenzione Eredi: il risarcimento agli eredi
La Corte di Cassazione chiarisce le condizioni per il risarcimento per ingiusta detenzione agli eredi. Il diritto sorge solo se i coimputati del defunto sono stati assolti con la formula "il fatto non sussiste" e se risulta incontrovertibile che anche il defunto avrebbe ottenuto la stessa assoluzione. La Corte ha respinto il ricorso degli eredi, confermando che altre formule di proscioglimento dei coimputati non sono sufficienti a fondare la richiesta di indennizzo.
Continua »
Revisione penale: l’assoluzione non basta
Un soggetto, condannato con patteggiamento per associazione a delinquere finalizzata all'abusivismo finanziario, ha richiesto la revisione penale dopo che alcuni suoi coimputati erano stati assolti in un separato giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La motivazione si fonda sul principio che l'assoluzione di alcuni membri non fa venir meno il reato associativo se il numero minimo di partecipanti, richiesto dalla legge, è comunque raggiunto da altri soggetti già condannati in via definitiva, incluso il ricorrente.
Continua »
Ingiusta detenzione e risarcimento: la Cassazione
Un dipendente di un'azienda pubblica, accusato di peculato e detenuto, viene poi assolto con formula piena. La sua richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione viene respinta in appello per presunta 'colpa grave'. La Corte di Cassazione annulla questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice che valuta il risarcimento non può basare il proprio giudizio su condotte che il processo penale ha già ritenuto non provate. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »